Crème brûlée

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Una volta, un po’ di tempo fa, mi è stato chiesto di indicare un piatto che potesse in qualche modo rappresentare i miei gusti, scelta davvero ardua, considerando la vastità delle possibilità tra cui poter attingere. Insomma, dopo aver pensato un po’ e vagliato attentamente ogni possibile risposta (e di variabili ce ne erano a migliaia, credetemi, non è una decisione per niente facile) beh, alla fine la scelta è caduta proprio sulla crème brûlée. Perchè è un dessert, innanzitutto, e i dessert sono fatti per essere mangiati a fine pasto, giusto così, per sfizio, quando già siamo sazi e non mangiamo più per fame, ma per scelta e il nostro dessert diventa una piccola gratificazione per il nostro palato, a cui spesso, non sappiamo rinunciare. Altro fattore, non meno fondamentale, è che si tratta di un dolce di origine francese e, ça va sans dire, chi legge questo blog conosce già la mia non troppo velata passione per la cucina d’oltralpe (senza contare poi tutte le commistioni con il cinema francese ed il famoso cucchiaino di Amélie Poulain che va a rompere, con enorme soddisfazione, la superficie croccante della crème brûlée, per andare a svelare il suo interno, morbido e voluttuoso, una vera goduria per i sensi). Infine, quello che mi piace particolarmente di questo dolce è la sua semplicità ed il fatto che la qualità dei suoi pochi ingredienti sia quanto meno fondamentale perchè il suo gusto possa risultare eccellente, insomma un piccolo concentrato di cremosa bontà racchiuso dentro una crosta croccante di zucchero di canna caramellato, per me un esempio di perfezione culinaria, voi non trovate? Ecco ve l’ho confessato, io vado letteralmente pazza per questo dolce, che ordino spesso al ristorante come dessert (e che spesso diventa una vera e propria discriminante per giudicare il valore del ristorante stesso), e poi, da quando ho acquistato anche il cannello per caramellaro lo zucchero è una grande soddisfazione anche prepararlo in casa. La ricetta la trovate qui di seguito, io in genere la preparo il giorno prima, la suddivido nelle cocottine e la faccio riposare in frigo, poi, poco prima di servirla procedo con la caramellizzazione dello zucchero. Mi raccomando, per una buona riuscita è importante che gli ingredienti siano di ottima qualità e, soprattutto, al bando vanillina e qualsiasi altro aroma artificiale; una buona stecca di vaniglia e fondamentale perchè i sapori siano perfettamente equilibrati.

 

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– 5 tuorli d’uovo

– 500 ml di panna liquida

– 120 g di zucchero di canna Demerara

– 1 baccello di vaniglia

 

Versare la panna fresca in una casseruola; incidere il baccello di vaniglia nel senso della lunghezza e, con l’aiuto di un coltellino raschiare i semi; versare i semi nel pentolino con la panna, unire anche il baccello della vaniglia, portare a bollore poi fare sobbollire per 5 minuti, infine togliere dal fuoco e lasciare in infusione per circa 20 minuti. Nel frattempo, in una ciotola, sbattere i tuorli con 60 g di zucchero di canna. A questo punto riprendere il pentolino ed eliminare i baccelli, versare la panna alla vaniglia sul composto di uova e zucchero e mescolare con le fruste fino ad ottenere un composto omogeneo. Quando la crema sarà pronta, suddividere il composto nelle singole cocottine. Accendere il forno e riscaldarlo a 180°; versare dell’acqua in una teglia piuttosto larga, e sistemarvi all’interno le cocottine, in modo che possano cuocere a bagnomaria. Lasciare cuocere per circa 1 ore. Quando la crema sarà cotta estrarre dal forno e farle raffreddare in frigorifero. Prima di servire la crema, cospargere ogni singola cocottina con lo zucchero di canna rimasto e farlo caramellare bene con l’apposito cannello. Servire subito (la superficie caramellata dovrà essere ancora calda, mentre la crema dovrà essere ben fredda).

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1 Comment

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