Verdure all’orientale

Prosegue inesorabile in mio momento asian-style con questo altro piattino semplice, ma gustosissimo. In realtà lo spunto l’ho preso da un libro di ricette dietetiche acquistato durante uno degli svariati momenti della mia vita in cui avevo deciso di mettermi a dieta ferrea, e davvero questo è un piatto assolutamente leggero: la prima volta l’ho preparato quando non ne potevo più di riso in bianco e pesce bollito, poi ho continuato a farlo perchè l’ho trovato proprio buono! Mi piace un sacco l’idea di questa sorta di crêpe realizzata solo con l’albume e tagliata sottile, come fossero tagliolini, da unire alle verdure per completare il piatto. Insomma, visto che l’estate si avvicina e l’impietosa prova costume è alle porte (in realtà non vedo l’ora di andare al mare, se solo smettesse di piovere ogni santo week-end…), qualche ricetta leggera ed invitante, spero, vi possa far piacere. La dose è per una persona, voi, ovviamente, regolatevi di conseguenza.

VERDURE ALL’ORIENTALE 

- 20 g di farina

- 20 g di albume

- 25 g di latte

- sale

- olio extra vergine di oliva

- 1/2 zucchina

- 1/2 carota

- 1 cipollotto

- 1/2 pomodoro

- 1 cucchiaio di salsa di soia

- 30 g di germogli di soia

- 1 dado vegetale

Preparare il brodo vegetale facendo sciogliere il dado in circa 1/2 litro d’acqua e portando a bollore. Nel frattempo fare la crêpe, setacciando la farina in una terrina capiente; aggiungere l’albume sbattuto e, mescolando per non creare grumi, unire il latte ed un pizzico di sale: alla fine dovrà risultare una pastella liscia e omogenea. Riscaldare un padellino con un filo d’olio e versare l’impasto. facendo cuocere per pochi minuti per parte (dovrà formarsi una crêpe sottile); quando sarà fredda, tagliare a striscioline sottili e mettere da parte. Lavare e pulire bene la carota e la zucchina  e tagliarle alla julienne; pulire il cipollotto, eliminare la parte esterna e tagliare   a rondelle. Lavare il pomodoro, eliminare l’acqua di vegetazione e tagliare a fettine. Versare metà del brodo preparato in una casseruola e fare scaldare a fuoco dolce; unire le verdure (tranne i pomodori), i germogli di soia, insaporire con sale, pepe e fare cuocere per poco meno di una decina di minuti (se necessario, aggiustare con dell’altro brodo). A pochi minuti dalla fine della cottura, aggiungere il pomodoro, le listarelle di crêpe ed insaporire con la salsa di soia. Completare la cottura, togliere dal fuoco e servire le verdure ben calde.

 

Un cesto di frutta per il primo compleanno

 

E chi l’avrebbe detto! È trascorso 1 anno, 365 giorni, 52 settimane, 8760 ore…ho cucinato, mangiato con gusto, assaggiato piatti nuovi e fatto colossali disastri (quella degli scones salati un giorno ve la racconterò, forse); mi sono innamorata di spezie mai provate prima, sono andata alla ricerca di ingredienti particolari, ho visitato mercatini rionali e negozi etnici; ho iniziato ad usare una macchina fotografica con funzioni a me prima sconosciute, mi sono divertita a sistemare i cibi nel piatto ed accostare stoviglie e posate, insomma un anno è trascorso e non mi sembra ancora possibile. Io che sono incostante, io che inizio una cosa e poi la lascio perdere per farne mille altre, questa volta arrivo a spegnere la prima candelina del mio blog con ancora entusiasmo e tanta voglia di fare…e mi fa tanta tenerezza quel piatto di cous-cous cucinato con amore e postato, per la prima volta, con un timore quasi reverenziale. Ma oggi è un giorno di festa, quindi, bando a malinconie e retoriche, voglio solo augurare al mio piccolo blog di crescere, diventare grande, ma soprattutto di festeggiare ancora tanti e tanti giorni come questo…Tanti auguri LE TEMPS DES CERISES!

Dunque, per onorare degnamente questo giorno, vi regalo questa torta che ho preparato la scorsa settimana per il compleanno di mia sorella, la quale, quando le ho chiesto che torta avrebbe desiderato per festeggiare, mi ha risposto: “Scegli tu cosa fare, ma che sia una torta con una preparazione di almeno 3 giorni”….e 3 giorni furono. In realtà mi sono molto divertita a prepararla, e non ho nemmeno fatto le mie solite scenate isteriche alle prime difficoltà (e questa è una vera novità per me). L’idea del cestino di frolla l’ho presa dal solito sito di Cookaround, la mia fonte di riferimento quando si tratta di torte “importanti” ed anche la crema che ho usato per farcire è la famosa Camy Cream che spopola su quel sito. Poi, una bella manciata di frutti rossi ha completato tutto; insomma, tanto lavoro, tanta pazienza, ma grande soddisfazione :-)

TORTA CESTO DI FRUTTA

PAN DI SPAGNA:

(per uno stampo da 28 cm di diametro)

- 6 uova fresche

- 200 g di zucchero semolato

- 97 g di farina 00

- 97 g di amido di mais

- 30 g di preparato per budino alla vaniglia

- 1 cucchiaino raso di lievito per dolci

PASTA FROLLA:

- 300 g di farina 00

- 150 g di burro

- 120 g di zucchero

- 2 tuorli

CREMA PER COPERTURA E FARCIA:

- 500 g di mascarpone

- 170 g di latte condensato (1 tubetto)

- 250 g di panna fresca da montare

RIFINITURA:
- 700 g di fragole

- 1 cestino di lamponi

- 1 cestino di mirtilli

- zucchero a velo

- 1 cucchiaio di zucchero semolato

- 1/2 limone

- qualche cucchiaio di latte

Preparare il Pan di Spagna:

Rompere le uova e separare i tuorli dagli albumi. Iniziare a montare i bianchi e dopo qualche minuto, continuando a montare con lo sbattitore elettrico, aggiungere lo zucchero; continuare a lavorare per circa 10 minuti (gli albumi e lo zucchero dovranno raddoppiare di volume). Da questo momento in poi usare una spatola per mescolare. Aggiungere i tuorli leggermente sbattuti, mescolando dal basso verso l’alto; intanto setacciare insieme la farina con l’amido, il preparato per budino alla vaniglia ed il lievito ed aggiungere tutto all’impasto, facendo attenzione a non fare formare dei grumi. Versare il composto in una teglia ricoperta di carta da forno e infornare per 30 minuti a 180°. Trascorsa mezz’ora (in cui non si dovrebbe aprire il forno), verificare che la torta sia cotta con l’aiuto di uno stuzzicadenti e fare raffreddare dentro al forno con lo sportello semi-aperto. Quando si sarà completamente raffreddata, trasferirla su un tagliere e ritagliare un rettangolo con un coltello ben affilato. Io ho realizzato due teglie da 28, ovviamente con una dose ciascuna.

Preparare il cestino di frolla:

In una spianatoia mettere la farina e lo zucchero a fontana; aggiungere al centro i tuorli e il burro tagliato a pezzettini ed iniziare ad impastare fino a formare una palla liscia e ben lavorabile. Avvolgere la frolla nella pellicola e mettere in frigo per mezz’ora almeno. Riprendere l’impasto, stendere una sfoglia di circa un centimetro, ritagliare delle strisce di larghezza uguale ed intrecciarle, in modo da realizzare i 4 lati del cesto, 2 dei quali con i manici (ovviamente ho precedentemente preso le misure della torta in larghezza ed in altezza, facendo il cestino un po’ più alto, contando la farcitura e la copertura di frutta, ed ho intrecciato la frolla direttamente sulla teglia da forno ricoperta di carta forno. Per facilitare il lavoro si possono prendere le misure e disegnare il “progetto” direttamente sulla carta forno). Infornare le 4 parti del cesto a 180° per circa 15 minuti (fino a che non  saranno leggermente colorite). Fare raffreddare per bene e  mettere da parte.

Preparare la crema:

In una ciotola capiente lavorare il mascarpone, montandolo con una frusta, aggiungere il latte condensato, sempre mescolando e la panna precedentemente montata, aggiungendola delicatamente e mescolando dal basso verso l’alto.

Intanto lavare bene la frutta e tagliare una parte delle fragole, lasciandole macerare con una cucchiaio di zucchero ed il succo di mezzo limone.

Assemblare la torta:

Tagliare in due ciascun pan di spagna e bagnarlo con il succo che le fragole avranno rilasciato e qualche cucchiaio di latte. Farcire i vari strati di torta con parte della crema e le fragole tagliate a pezzetti, infine ricoprire la torta con il resto della crema, spalmandola bene in superficie e sui lati con l’aiuto di una spatola. A questo punto sistemare sui 4 lati le parti del cestino di frolla (se c’è abbastanza crema dovrebbero reggere da soli senza problemi, io, dovendo trasportare la torta l’ho decorata con un nastrino di “salvataggio”). Infine versare sulla supeficie i frutti di bosco e, prima di servire, spolverare con dello zucchero a velo.

 

Beef Guinness – stufato alla Guinness irlandese

 

Quando ero piccolina, e i miei genitori mi presentavano per la prima volta a qualche amico/collega/conoscente, la prima reazione, vedendomi, era sempre più o meno la stessa: un sorriso sorpreso, uno sguardo ai miei genitori…e poi sempre la stessa considerazione: “Ma guarda un po’, una bimba di origini siciliane con i capelli rossi!!!”. Io, allora, ero troppo piccola per replicare (chissà, mi sarà anche venuto il dubbio di essere stata adottata :-O) ed in tutta risposta facevo spallucce e ricambiavo il sorriso un po’ incerta, chiedendomi se quello fosse davvero un complimento. Poi sono cresciuta, ho letto un po’ di libri, studiato la Storia a scuola e così, negli anni a venire, ho potuto replicare che sì, i miei capelli erano rossi ed il viso pieno di lentiggini, e sì, i miei genitori erano di origini siciliane, ma che in fondo la Sicilia era sempre stata terra di conquiste e che da là era passata una certa popolazione Normanna che aveva dominato l’isola per più o meno due Secoli e che, guarda un po’, anche loro erano dei bei vichinghi rossi e dalla pelle lentigginosa. Forse è stata proprio la necessità di dover trovare una risposta alle mie lontanissime origine, o forse tutto è partito dal mio aspetto un po’ nordico, fatto sta che da sempre nutro una sconfinata ammirazione per le popolazioni dell’Europa Settentrionale, dagli Scandinavi fino ad arrivare, naturalmente agli irlandesi,   dei quali ho amato, negli anni, le tradizioni, i paesaggi selvaggi e romantici, la musica (le musicassette degli U2 sono state la colonna sonora degli anni del liceo) e, naturalmente la loro cucina.

Questo è IL piatto tradizionale irlandese, che ho cucinato per il mio fidanzato lo scorso fine settimana (che tanto con il tempaccio e la pioggia di questi tempi non eravamo poi così fuori stagione); uno stufato dai lunghi tempi di cottura, aromatizzato con la loro birra nazionale che conferisce al piatto un gusto davvero particolare.

BEEF GUINNESS -  STUFATO ALLA GUINNESS

- 600 g di spezzatino di manzo

- 1 lattina di Guinness da 33cl

- 1 cucchiaino di zucchero di canna

- 4 cucchiai di farina

- 1 carota

- 1 costa di sedano

- 1 cipolla

- 1 litro di brodo vegetale

- 20 g di burro

- 50 g di pancetta in una sola fetta

- sale

- pepe

- qualche foglia di alloro

Lavare accuratamente le verdure, tagliare la cipolla a fettine sottili e la carota ed il sedano a cubetti. Tagliare la pancetta a listarelle spesse 1cm circa. Mettere la farina in un piatto fondo e versarvi i pezzetti di carne, facendo in modo che si infarinino tutti per bene. Fare sciogliere in un tegame (io ho usato quello di ghisa) il burro a fuoco dolce, aggiungere la carne infarinata e fare rosolare per qualche minuto, in modo che tutti i pezzetti si coloriscano da tutti i lati. Togliere la carne dal tegame e mettere da parte tenendo in caldo. A questo punto mettere nel tegame le verdure e fare appassire a fuoco dolce (nel caso aggiungere un mestolo di brodo se sono troppo asciutte); aggiungere di nuovo la carne e sfumare con la birra ed il brodo vegetale, in modo da ricoprire del tutto la carne; aggiungere lo zucchero di canna, le foglie di alloro spezzettate (io avevo quelle secche) e lasciare cuocere a fuoco basso per circa 2 ore. Poco prima della fine della cottura, salare e pepare a seconda della necessità. Alla fine la carne dovrà essere ben cotta, ma morbida ed il sughetto denso e dal bel colorito bruno.

 

Gamberi in agrodolce

Ebbene sì, lo ammetto, vado matta per i gamberi (ve ne sarete accorti, immagino)! Mi piacciono davvero tanto, mi piace un po’ meno pulirli (togliere il filamento nero è un vero martirio per me), ma credo sia un male necessario per poter gustare i graziosi crostacei, no? E così tutti i giovedì, visto che esco dal lavoro abbastanza presto, ho preso la sana abitudina di inforcare la mia bici e di andare a fare un giretto al mercato bio per fare la spesa, poi passo in pescheria a vedere quel che mi offre il banco del pesce e spesso esco da lì col mio bel sacchettino pieno di gamberi…e di corsa a casa, a pulirli :-(

Insomma, tra le varie ricette da provare, spunta questa (un ritaglio di una rivista di cucina, sottratta da casa di mia madre), ed ecco qua il risultato, che rispetta in tutto e per tutto il mio trend dell’ultimo periodo oriental-style; e credetemi che questa salsina agrodolce è una vera delizia! 

GAMBERI IN AGRODOLCE

- 300 g di code di gamberi

- 1 cipolla grande

- 120 ml di aceto di vino bianco

- 120 g di zucchero

- 1 cucchiaio di fecola di patate

- 6 cucchiaiate di passata di pomodoro

- 250 ml di acqua

- olio extra vergine di oliva

- sale

- pepe

Innanzitutto lavare bene i gamberi sotto l’acqua corrente, eliminare il carapace e la coda ed il filamento nero all’interno; mettere i gamberi da parte. Preparare la salsa agrodolce: versare un cucchiaio pieno di fecola di patate in un pentolino, aggiungere un cucchiaio di aceto e mescolare per fare sciogliere la fecola senza creare grumi, versare il resto dell’aceto, aggiungere l’acqua, lo zucchero, la passata di pomodoro e mettere sul fuoco. Mescolare il tutto e portare a bollore, poi, mescolando di tanto in tanto (facendo attenzione che la salsa non si attacchi al fondo del pentolino) fare cuocere a fuoco dolce per circa mezz’ora, in modo che la salsa si addensi. Spegnere il fuoco e fare intiepidire la salsa. Preparare la cipolla, sbucciandola e tagliandola a fettine sottili; fare scaldare un filo d’olio in una padella e versarvi la cipolla, facendola rosolare a fuoco vivace per un paio di minuti; aggiungere poi mezzo bicchiere d’acqua  e fare cuocere fino a che non sia ben ammorbidita e l’acqua non si sia del tutto asciugata. Togliere la cipolla dalla padella, aggiungere dell’olio e farvi saltare i gamberi, per un paio di minuti, aggiustando di sale e pepe. A questo punto unire ai gamberi la cipolla ed irrorare con la salsa agrodolce (io ne ho usato solo una parte, il resto l’ho messa in una ciotolina da servire a parte). Servire i gamberi ben caldi. 

 

Budino alle fragole

Ecco fatto! Volevo l’estate? Ed estate fu…sabato scorso, approfittando di un timido raggio di sole che si è intravisto tra nuvoloni neri e minacciosi, abbiamo riempito gli zaini, caricato la moto e via, verso il mare, con tende e sacchi a pelo a seguito: ed in effetti un po’ di vita da spiaggia l’abbiamo fatta, con tanto di pic-nic in riva al mare e passeggiata chilometrica sul bagnasciuga; il mio colorito bianco-latte si è bizzarramente chiazzato di rosso acceso (la strada verso un’abbronzatura quantomeno omogenea è ancora lunga e faticosa), ed ho finalmente inaugurato il bikini acquistato lo scorso anno a fine stagione e mai indossato! E pazienza se poi domenica ha piovuto ininterrottamente per tutta la durata del viaggio di ritorno, facendoci arrivare bagnati come pulcini e infreddoliti e con tutti i muscoli indolenziti (mai partire in moto quando tutti i siti di meteorologia lo sconsigliano caldamente); pazienza se da tre giorni ho un fastidioso mal di gola che nemmeno i litri di latte e miele che ho trangugiato, mi hanno fatto ancora passare; in fondo, ormai posso dire che la bella stagione è ufficialmente cominiciata, ed il piccolo particolare che anche oggi un acquazzone mi abbia sorpresa per strada (e senza ombrello), è solo un’inutile inezia :-(

In ogni caso, per me la bella stagione non può assolutamente prescindere da ripetute scorpacciate di fragole, ed ora che i mercatini sono pieni di cestini di frutti rossi e profumati ne ho fatto un’abbondante scorta ed ogni sera, dopo cena, me ne preparo una ciotolina che condisco con del limone o con l’aceto balsamico. Una parte, però, è finita in questa ricetta: un budino delicato e fresco, arricchito con della panna montata che mi sono gustata questo pomeriggio, guardando la pioggia cadere…e aspettando che il sole ritorni, e questa volta, definitivamente.

Con questa ricetta partecipo al contest di Dani di Cucina libri & gatti

 

 

 

 

 

 

e ricevo volentieri il premio di Bianca come il latte, che ha un blog davvero carino, pieno di ricette interessanti gluten free e tante informazioni utili per chi non può assumere lattosio.

 

 

 

BUDINO ALLE FRAGOLE

- 200 g di fragole fresche

- 50 g di zucchero a velo

- 1/2 limone

- 2 cucchiai di succo d’arancia rossa

- 1 cucchiaio di fecola di patate

- 50 ml di panna fresca da montare

- qualche fragola per decorare

 

 

Lavare le fragole, pulirle, tagliarle a pezzetti e metterle nel mixer insieme allo zucchero a velo ed al succo di mezzo limone; frullare il tutto. Intanto, versare in un pentolino l’amido di mais ed allungarlo con 1/2 bicchiere di acqua fredda: mescolare per evitare che si formino dei grumi ed aggiungere il succo d’arancia. Unire la purea di fragole ed un paio di cucchiai di panna fresca. Accendere il fuoco al minimo e, sempre mescolando, portare ad ebollizione; lasciare cuocere ancora per un minuto poi, mentre la crema è ancora calda, suddividerla in bicchierini monoporzione o in formine da budino. Fare raffreddare a temperatura ambiente, poi mettere in frigo per un paio d’ore. Al momento di servire, aggiungere della panna montata e decorare con qualche fragola.

 

 

 

Salmone in crosta

L’aria non è proprio caldissima, una certa brezzolina leggera sfiora le foglie degli alberi di fronte alla mia finestra, ma il cielo è terso e la luce così chiara e limpida promette bene. Guardo questa pagina…umh, questa settimana ho davvero trascurato il mio blog, ma a mia giustificazione devo dire che prendere 5 volte il treno in pochi giorni, e per fare viaggi non proprio rilassanti, non ha contribuito alla mia voglia di scrivere, e poi non ho nemmeno avuto il tempo di cucinare, arrivavo sempre troppo tardi e ripartivo sempre troppo presto per poter anche solo pensare di preparare qualcosa da mangiare. Eppure, nonostante tutto, la settimana è stata ricca e piena di novità: un incontro al Club des Pirottines con gli insegnamenti di Beatrice Calia che, oltre a donarci una preziosa ricetta di Pasta Brisè light, ci ha fatto entrare nel magico mondo dei fiori e delle erbe, mettendoci a disposizione la sua infinita conoscenza e il suo profondo amore per la natura che, come dice lei, è vita; nuove ed interessanti conoscenze; e poi un’uscita con i miei colleghi, 2 serate tranquille e casalinghe con il mio fidanzato, a chiacchierare davanti ad una tazza di tè spaparanzati sul divano, insomma, questi giorni intensi mi hanno regalato tante belle emozioni…e ora? Beh, ora è in arrivo Hannibal, il tanto atteso anticiclone che dovrebbe attraversare l’Italia tutta intera, portando con se’ tanto caldo e belle giornate: ed io lo sto aspettando, perché ho voglia di indossare le ballerine e quel vestitino comprato ormai due mesi fa ed ancora appeso nell’armadio con tanto di etichetta; ho voglia di sistemarmi comoda sul sedile di dietro della moto e partire direzione-mare, insomma io ho bisogno di ESTATE!

Nel frattempo, in attesa di spalmarmi in spiaggia come una lucertola albina, vi lascio la ricetta di un piatto che io letteralmente adoro. Il salmone in crosta è un piatto che preparo spesso quando ho degli ospiti: semplice da preparare, di sicura riuscita e, soprattutto, buonissimo! E poi, con un po’ di fantasia e pazienza, anche la presentazione può dare delle belle soddisfazioni, no?

SALMONE IN CROSTA

- 600 g di filetto di salmone in una fetta

- 100 g di pancetta coppata

- 2 confezioni di pasta sfoglia

- 1 tuorlo d’uovo

 

 

 

 

 

Lavare bene il salmone, eliminare l’eventuale pelle con un coltello affilato e togliere le lische se ce ne sono. Asciugare il pesce con della carta assorbene e metterlo da parte. Prendere una confezione di sfoglia e ritagliare la sagoma di un pesce lunga circa 25 cm. Con la pasta sfoglia rimasta ritagliare una striscia  larga 1 cm circa e lunga quanto tutto il perimetro della sagoma ritagliata, spennellare i bordi della sagoma di pesce con il tuorlo d’uovo sbattuto e sistemare la striscia ritagliata lungo tutto il perimetro della forma di pesce, in modo da creare un bordo doppio (come per fare i vol-au-vent per intenderci). Punzecchiare la sfoglia con una forchetta e mettere in forno a 150° per una decina di minuti, in modo da fare gonfiare i bordi della pasta. Nel frattempo, prendere il salmone, avvolgerlo per bene nella pancetta coppata (questo passaggio serve per mantenere il pesce morbido e non farlo seccare in cottura) e, una volta tirata fuori la base dal forno, sistemare il salmone sulla sagoma, cercando di riempirla tutta all’interno dei bordi. Prendere la seconda confezione di pasta sfoglia: ritagliare due pezzi della stessa forma e dimensioni della testa del pesce e della coda; fare alcuni taglietti diagonali sui due lati della coda, spennellarli all’interno con l’uovo e sistemarli sopra il salmone in corrispondenza della coda; poi spennellare e sistemare la testa. A questo punto con una formina rotonda del diametro di circa 2 cm, ritagliare dei cerchietti, spennellarli con l’uovo all’interno e sistemarli in ordine su tutta la superficie del pesce, in modo da ricoprirlo del tutto. Mattere un cerchietto anche sulla testa on modo da creare un occhio ed infine spennellare tutta la superficie della sfoglia. Infornare a 180° per 40 minuti circa, o fino a quando la sfoglia non sarà ben dorata. Sfornare e servire il pesce caldo, accompagnandolo con un’insalatina leggera.

 

 

 

 

Cipolle ripiene di cavolfiore al profumo di curry

Uff, dai, ci siamo quasi, la settimana sta per finire e stiamo per buttarci in un weekend che, spero, trascorra tranquillo e rilassante: niente sveglie, orari da rispettare, niente corse nè occhiaie mattutine. Sì, perchè la settimana è stata alquanto pesante, sembrava davvero non finire mai, ed il clima pseudo-autunnale non ha certo facilitato le cose…e poi un mal di testa sottile e persistente che mi ha perseguitato per 3 giorni di fila, i miei capelli che non ne volevano sapere di assumere una piega decente, una multa da pagare trovata nella cassetta delle lettere, insomma, diciamo che ho vissuto giorni migliori. Dal punto di vista culinario poi, le cose non sono andate granchè meglio: sono partita piena di buone intenzioni e con tante idee in testa, ma poi, tra il tempo che mancava e l’apatia che mi prendeva la sera, insomma non ho concluso davvero molto…ok, non ho concluso molto…ma nemmeno nulla ;-) Queste cipolle ripiene di cavolfiore sono state una rivelazione. Lo spunto l’ho preso da un libretto di ricette da fare al microonde, ma le ho cucinate in maniera tradizionale e con qualche piccola modifica; certo c’è voluto un po’ più di tempo, ma direi che ne è valsa la pena.

CIPOLLE RIPIENE DI CAVOLFIORE AL PROFUMO DI CURRY

- 4 cipolle piuttosto grandi

- 1 cavolfiore

- 120 g di ricotta

- 2 uova

- 40 g di pecorino grattugiato

- 1 spicchio d’aglio

- olio

- curry

- sale

- pepe

- prezzemolo

Lavare il cavolfiore, pulirlo, privarlo delle foglie esterne e lessarlo in acqua bollente salata per 15 minuti circa, fino a che non sarà morbido. Scolare il cavolfiore e dividerlo in cimette. Nel frattempo fare soffriggere uno spicchio d’aglio con del prezzemolo, passare in padella le cimette di cavolfiore per una decina di minuti in modo che si insaporiscano e mettere da parte a fare intiepidire. Intanto sbucciare le cipolle e sbollentarle, intere, in acqua salata per 10 minuti; scolarle, tagliarle in due in senso orizzontale e svuotarle, lasciando solo la parte esterna, facendo attenzione a non romperla. Tritare finemente le cipolle asportate e trasferirle in una ciotola capiente; unire le cimette di cavolfiore, la ricotta, le uova leggermente sbattute, il formaggio grattugiato e un’abbondante spolverata di curry. Salare, pepare e dare un’ultima mescolata al composto. Prendere le mezze cipolle svuotate e sistemarle, una accanto all’altra in una pirofila da forno. Riempirle con il composto di cavolfiori e ricotta ed infornare a 180° per un’ora circa, fino a quando non si formerà una bella crosticina dorata. Servire le cipolle calde.

 

Dolcetti alle mandorle

Questi dolcetti non avrebbero dovuto esserci…o meglio, sono nati proprio per caso, e io in genere non cucino mai per caso, cerco sempre di organizzarmi prima e sapere in anticipo cosa preparare; questo perchè, passando metà settimana da una parte, e metà da un’altra, non voglio correre il rischio di non riuscire a consumare tutto il cibo e finire per sprecarlo. Ma il fatto è, che l’altro giorno mi ritrovavo in frigorifero della creme fraîche de Normandie prossima alla scadenza che dovevo volevo consumare assolutamente (l’ho già detto che non mi piace affatto buttare via il cibo??) e, sfogliando un libro di cucina mi sono soffermata a leggere di questi dolcetti dall’aspetto invitante e, ma guarda un po’?, anche la creme fraîche tra gli ingredienti. Ovviamente, degli ingredienti elencati nella ricetta me ne mancavano altri, ma togli questo, aggiusta quello, cambia quest’altro, mi sono arrangiata con quel che avevo in casa e il risultato è stato del tutto soddisfacente. E così, avendone preparato un quantitativo abbondantemente superiore alle mie esigenze, ho fatto un bel pacchettino e li ho portati con me quando sono rientrata a casa per il weekend, così anche il mio fidanzato ha potuto apprezzare i miei dolcetti nati un po’ per caso :-)

DOLCETTI ALLE MANDORLE

- 125 g di farina 00

- 125 g di farina di riso

- 150 g di zucchero integrale di canna

- 200 ml di creme fraîche

- 100 g di mandorle spellate (di cui 20 g in lamelle) 

- 1 bustina di lievito per dolci

- 1 bustina di vanillina

- 1/2 cucchiaino (scarso) di bicarbonato di sodio

- 2 uova fresche

- 3 cucchiai di olio di semi di girasole

Tritare finemente nel mixer 80 g di mandorle e trasferirle in una ciotola. Aggiungere la farina 00 e la farina di riso setacciate, il lievito e la punta di un cucchiaino di bicarbonato. In un’altra ciotola sbattere le uova con una frusta, poi, sempre mescolando bene, unire lo zucchero di canna, la bustina di vanillina, la panna acida e l’olio di semi. A questo punto mettere insieme gli ingredienti delle due ciotole e continuare a mescolare, fino ad ottenere un composto senza grumi. Sistemare dei pirottini di carta in uno stampo da muffin e versare una cucchiaiata di composto per ciascun pirottino (non devono essere riempiti troppo). Cospargere la superficie di ciascun dolcetto con una manciata di mandorle a lamelle ed infornare per una ventina di minuti in forno preriscaldato a 180°. Fare raffreddare i dolcetti su una gratella e servire.

 

 

Gamberi con piselli all’orientale

Sarà che il quartiere dove vivo, colorato e multiculturale, è un concentrato di ristoranti cinesi e market asiatici, sarà che proprio sotto casa ho un sushi bar ed un mega-fusion-restaurant dove fanno i ravioli al vapore più buoni che io abbia mai mangiato, sarà che di fronte al balcone della mia cucina abita una famiglia di origini cinesi (con un bimbo dalle guanciotte rosa che è un’amore) dal cui appartamento, all’ora di cena, arrivano certi profumini… insomma, il fatto è, che in quest’ultimo periodo, mi è venuta una certa voglia di cose d’oriente che non avete idea. E così, oltre ad essermi comprata un bel wok nuovo e lucente ed un set di bacchette tutte intagliate che non vedo l’ora di utilizzare, ho cominciato ad andare alla ricerca di qualche ricetta dal sapore orientale, semplice, ma allo stesso tempo gustosa, da poter rifare a casa, quasi a voler ritrovare nella mia cucina le stesse sensazioni e gli stessi profumi che trovo passeggiando per le strade attorno casa mia.

Questi gamberi mi hanno piacevolmente stupito, per la rapidità della preparazione, ma soprattutto per la loro bontà, quindi ve li propongo volentieri, non si sa mai vi venisse voglia di cibo cinese anche a voi :-)

GAMBERI CON PISELLI ALL’ORIENTALE

- 300 g di code di gamberi freschi

- 200 g di piselli

- 2 cucchiai di salsa di soia

- 2 cucchiai di vino bianco

- 1 cucchiaio di frumina

- 10 g di burro

- 4 cucchiai di olio extra vergine di oliva

- 1/2 cucchiaino di zucchero

- sale

- pepe

- zenzero in polvere

Lavare i gamberi, togliere il guscio e il filamento nero all’interno, risciacquarli bene ed asciugarli con della carta da cucina. Intanto scaldare l’olio in una padella e fare saltare i gamberi per qualche minuto, fino a che non avranno acquistato un bel colorito rosa. A questo punto togliere i gamberi dalla padella, scolandoli bene per lasciare il sughetto e mettere da parte. Nella stessa padella aggiungere i piselli (io ho usato quelli surgelati), una spolverata di zenzero, lo zucchero, un po’ di pepe ed un pizzico di sale e mescolare con un cucchiaio di legno. Fare cuocere per una decina di minuti a fuoco moderato, poi unire i gamberi ed abbassare il fuoco. Intanto in un pentolino fare sciogliere il burro, togliere dal fuoco ed aggiungere un cucchiaio di frumina, mescolando bene in modo da ottenere un roux senza grumi. Aggiungere il roux nella padella con i gamberi ed irrorare con il vino bianco e la salsa di soia. Dare un’ultima mescolata ed impiattare. Servire il piatto caldo.

 

 

Happy Easter cookies – biscotti di Pasqua

E anche queste feste sono passate…voi come le avete trascorse? Io mi sono lasciata alle spalle un week-end di cibi ipercalorici, uova di cioccolato rotte, un clima non proprio clemente che ha rovinato, per fortuna solo in parte, la mia Pasquetta, ed un po’ di malinconia per non poter trascorrere questi giorni di festa con tutta la mia famiglia. Ovviamente ho approfittato di queste vacanze pasquali anche per cucinare un po’ e provare qualche ricetta appuntata da tempo nella mia to-do-list e che non avevo ancora avuto l’occasione di fare (ovviamente nessuna torta salata e nessun pranzo al sacco, viste le temperature nient’affatto primaverili che non facevano presupporre pic-nic e gite fuori porta). Ma i biscotti sì, degli allegri e colorati biscottini a tema pasquale non potevo certo esimermi dal fare :-) E per l’occasione ho comprato anche dei simpatici taglia-biscotti con cui è stato amore a prima vista (in tema di conigli siamo mooolto sensibili in famiglia (Lol)). Alcuni, poi, li ho decorati con della glassa colorata, li ho impacchettati in sacchettini trasparenti, legati con del nastrino verde prato e regalato ai miei amici.

HAPPY EASTER COOKIES - BISCOTTI DI PASQUA

- 150 g di farina 00

- 150 g di farina di riso

- 150 g di burro

- 60 g di mandorle pelate

- 125 g di zucchero a velo

- 3 tuorli d’uovo

- 1 pizzico di sale

 

 

 

Per prima cosa tritare finemente le mandorle con il mixer, in modo da ridurle in polvere. Nel frattempo, su una spianatoia setacciare le due farine, unire lo zucchero a velo e le mandorle tritate, e disporre gli ingredienti a fontana; al centro mettere il burro freddo tagliato a pezzetti, i tuorli d’uovo e cominciare ad impastare in modo da ottenere una palla lavorabile (all’inizio l’impasto non sarà molto lavorabile e tenderà a sfaldarsi, bisogna avere pazienza e continuare a lavorare il composto) . Una volta ottenuto l’impasto, formare una palla, avvolgerla nella pellicola e farla riposare in frigo per una mezz’oretta. Infine, con l’aiuto di un mattarello, stendere una sfoglia di un centimetro circa e tagliare i biscotti con gli stampini. Trasferire i biscotti su una teglia ricoperta di carta forno ed infornare a 180° per 10 minuti circa.

Per la glassa vedere qui.

 

 

 

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