Filetto di salmone con panatura di chips profumate al rosmarino

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Se frequentate il mio blog, probabilmente sapete che non partecipo spesso a contest e concorsi vari, non perché non mi piaccia, ma davvero non ho il tempo, non riesco a rispettare le scadenze, sono sconclusionata, sempre di corsa e mai sul pezzo, insomma, un vero disastro. Capita, però, che a volte mi vengano proposte delle sfide che mi incuriosiscono e riescono ad attirare la mia attenzione e capita, anche, che la sfida riguardi, guarda un po’, un prodotto di cui vado particolarmente ghiotta, ma che non avevo mai considerato come un vero e proprio ingrediente; poi vengo a sapere che un guru della cucina italiana, chef di grande talento e notorietà ha accettato la stessa sfida, ecco che allora la mia curiosità prende il sopravvento su tutto e mi butto a capofitto nella sfida. E così, un paio di settimane fa mi è arrivata per posta una bella scatola contenente un pacchetto di patatine Rustica San Carlo e la richiesta di pensare ad una ricetta da realizzare con questo ingrediente. E voi? Avreste mai pensato di portare le patatine in cucina? E attenzione, non parlo solo di metterle in una ciotolina e presentarle per l’aperitivo accanto al Prosecco, ma di utilizzarle proprio come ingredienti, per piatti sfiziosi e originali. Io vi propongo di usare la patatina Rustica San Carlo come panatura croccante sopra un bel filetto di salmone, per un secondo gustoso e pieno di sapore, che ne pensate?

FILETTO DI SALMONE CON PANATURA DI CHIPS PROFUMATE AL ROSMARINO

- 2 fette di filetto di salmonesalmonepatatine2

- patatine Rustica San Carlo

- 1 rametto di rosmarino

- olio extra-vergine di oliva

- sale

- pepe

Lavare i filetti di salmone, asciugarli bene con della carta assorbente ed eliminare le eventuali lische presenti. Sistemare il pesce in una pirofila da forno leggermente oliata ed aggiustare di sale e pepe. Lavare ed asciugare il rosmarino, mettere le foglie su un tagliere (eliminando le parti legnose del gambo) e con un coltello sminuzzarle finemente; mettere un po’ di patatine Rustica San Carlo in una ciotola e, con le mani, sbriciolarle il più possibile, poi unire il rosmarino e mescolare tutto insieme. A questo punto mettere la panatura di patatine e rosmarino sulla superficie del pesce, schiacciando bene con le mani per farla aderire bene al salmone. Non aggiungere altro sale ed olio, perché le patatine sono già saporite ed oliate a sufficienza. Mettere la pirofila in forno e fare cuocere a 180° per circa 20/25 minuti (il tempo di cottura dipende dalla grandezza delle fette di salmone, è consigliabile verificare la cottura). Una volta pronti, impiattare i filetti e servirli caldi; la panatura resterà croccante e profumata.

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Ma le possibilità non si esauriscono qua, anzi, la patatina Rustica, più larga e leggermente più spessa rispetto alle patatine normali, si presta ad infinite variazioni sul tema ed a mostrarci le potenzialità di questo prodotto si è scomodato nientepopodimeno che Carlo Cracco, il Masterchef d’Italia, nuovo testimonial della San Carlo. “La cucina ha bisogno di audacia” recita lo spot, e proprio all’insegna dell’audacia in cucina e dell’eccellenza del prodotto italiano la San Carlo ci offre una prospettiva tutta nuova: portare le patatina non soltanto nelle tavole degli italiani, ma direttamente nell’alta cucina, per diventare base su cui costruire sapori nuovi e creare ricette originali. Io ho avuto la fortuna di partecipare all’evento che si è svolto qualche giorno fa, proprio in occasione della presentazione della collaborazione tra Cracco e la San Carlo e, nella milanesissima cornice glamour  del nuovo ristorante di Carlo Cracco, Carlo e Camilla in Segheria, ho assistito al cooking show organizzato per l’evento, dove il nostro chef ha proposto e, personalmente realizzato live, una serie di appetizer tutti a base di patatine. Insomma, qui c’è solo da scatenare la fantasia, e se siete curiosi di preparare le prelibatezze ideate dal nostro chef, come la millefoglie di Rustica con baccalà mantecato e polvere di barbabietola o la Rustica gourmet con fois gras, broccoli e aceto balsamico, beh, stay tuned, presto ne vedremo delle belle.

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Focaccia alle cipolle

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Il giardinaggio, si sa, non è certo un gioco, ed io, notoriamente, non sono mai stata dotata di pollice verde, basti pensare che tutti i cactus che ho comprato nella mia vita (e per fortuna molto pochi) sono finiti, nel giro di poche settimane completamente rinsecchiti o, nel migliore dei casi, affidati alle cure di mani più esperte. Tutto questo per dire che io, con piante, fiori, potature e innesti vari, non ho mai avuto molto a che fare anzi, mi sono tenuta sempre ben alla larga. Da un annetto a questa parte però, da quando ci siamo trasferiti nella nostra nuova casetta, io e il paziente fidanzato ci ritroviamo con un bellissimo giardino da curare, e con tanto, tanto da imparare. E così, per prima cosa, sono andata ad acquistare chili e chili di libri e riviste di giardinaggio, insomma, per acquisire un po’ di teoria che non guasta mai, poi, da qualche settimana, da quando la pioggia incessante dell’inverno ha lasciato il posto ad una parvenza di bel tempo, abbiamo iniziato a girare per vivai e mercatini alla ricerca di piante e piantine da sistemare in giardino. Certo, se provo ad immaginare quello che potrebbe essere il risultato del nostro lavoro immagino piante rigogliose e fiorite, angoli ombreggiati, aiuole profumate e sotto, un morbidissimo tappeto di praticello verde brillante, completamente uniforme. Poi, ripensando bene alle mie capacità, posso solo sperare che almeno il giardino sia sufficientemente praticabile da poter organizzare qualche bel pic-nic primaverile, n0n appena la bella stagione esploderà con i suoi colori; e se dovessi pensare a cosa mettere nel cestino da pic-nic, sicuramente questa focaccia alle cipolle farebbe la sua bella figura.  

FOCACCIA ALLE CIPOLLEfocacciadicipolle3

per la pasta:

- 150 g di farina 0

- 170 g di farina manitoba

- 200 g di acqua a temperatura ambiente

- 25 g di lievito di birra

- 3 g di malto d’orzo

- 20 g di olio extra-vergine di oliva

- 10 g di sale

per il condimento:

- 4 cipolle bianche

- 1 mozzarella fiordilatte

- origano

- sale

- olio extra-vergine di oliva

Qualche ora prima di preparare la focaccia, sbucciare le cipolle, tagliarle a fettine sottili e metterle a bagno in una ciotola capiente piena d’acqua fredda. Questa operazione può essere fatta anche la sera prima e l’acqua andrebbe cambiata almeno un paio di volte. Preparare l’impasto della focaccia: sciogliere il lievito in 100 g d’acqua leggermente intiepidita e mescolare bene per farlo sciogliere. Setacciare insieme le due farine. Intanto versare nella planetaria l’olio extra-vergine di oliva con l’acqua rimanente ed iniziare a mescolare i liquidi; unire circa la metà della farina, il malto d’orzo ed il sale, e cominciare ad impastare; aggiungere a poco a poco il resto della farina e l’acqua con il lievito e continuare a lavorare l’impasto per una decina di minuti con il gancio per impastare a velocità 2. Al termine, riprendere l’impasto, lavorarlo leggermente ripiegandolo su se stesso diverse volte, formare una palla e mettere a lievitare al caldo, per un paio d’ore. Trascorso questo tempo, posizionare la pasta su una teglia leggermente unta d’olio e stenderla delicatamente, allargandola con le dita e lasciandola riposare per circa mezz’ora. A questo punto tagliare la mozzarella a fettine e distribuirla su tutta la superficie della focaccia; prendere le cipolle affettate, strizzarle bene con le mani e sistemarle sopra la mozzarella. Condire con origano, sale ed un filo d’olio ed infornare in forno pre-riscaldato a 200° per circa 40/45 minuti. Quando la focaccia sarà ben cotta sfornare e fare raffreddare su una griglia.

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Polpette di merluzzo

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Che le polpette mi piacciano, direi che è un fatto piuttosto noto su queste pagine. Mi piace prepararle, dare loro una forma carina e ben arrotondata, passarle nel pangrattato e sistemarle bene in ordine, una accanto all’altra sulla teglia del forno, pronte per la cottura. Mi piace anche mangiarle, così piccole e carine, una versione finger food di tutti i possibili abbinamenti che mi viene in mente di mangiare. Mi piace il fatto che posso prepararne tante e, quelle che restano, portarle in ufficio il giorno dopo, poi basta una scaldatina al microonde e sono perfette da magiare in pausa pranzo. Questa versione al merluzzo, preparata con degli avanzi di pesce del giorno precedente e completata con tutti gli ingredienti reperiti in frigorifero (che fortuna, senza nemmeno dover uscire a fare la spesa!!) è stata una vera manna dal cielo; gustose, saporite e leggere, le ho mangiate davvero con gusto e già so che la prossima volta, e sarà molto presto, in cui mi verrà voglia di polpette, non aspetterò degli avanzi di pesce da poter riutilizzare, ma punterò dritta alla pescheria sotto casa per comprare il merluzzo e preparare le mie polpettine…e in quantità industriali.

POLPETTE DI MERLUZZO

- 400 g di filetti di merluzzopolpettedimerluzzo1

- 1 limone bio

- 1 foglia di alloro

- 50 g di ricotta

- 3 cucchiai di parmigiano

- prezzemolo

- 1 uovo

- pangrattato

- semi di sesamo

- sale

- pepe

- olio extra-vergine di oliva

Lavare i filetti di merluzzo, asciugarli con la carta assorbente e lessarli in un tegame, con abbondante acqua, il succo di 1/2 limone, un pezzo di scorza di limone e una foglia di alloro. Fare lessare per una ventina di minuti, fino a che il merluzzo non sarà ben cotto, poi scolare il pesce, lasciarlo raffreddare, trasferirlo in una ciotola e schiacciarlo per bene con una forchetta (in alternativa, il pesce si può frullare, io preferisco lasciare una certa consistenza alle polpette, quindi lo schiaccio semplicemente con la forchetta). Aggiungere la ricotta, il parmigiano, l’uovo, il prezzemolo tagliato a pezzettini, sale, pepe ed amalgamare il tutto, ottenendo un composto ben lavorabile. Formare delle polpettine rotonde e passarle in un mix di pangrattato e semi di sesamo. Sistemare le polpette sulla placca da forno, versare con un filo d’olio sulle polpette ed infornare, in forno pre-riscaldato a 180° fino a che non assumeranno un bel colore dorato.

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Torta vegana di mele e mirtilli

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È bastato qualche giorno di sole, un leggero, ma significativo aumento della temperatura ed eccomi catapultata in pieno mood primaverile. Lasciata la macchina in stand-by nel parcheggio, ho rispolverato la mia fidata bicicletta per andare al lavoro, unendo l’utile al dilettevole e godendomi belle passeggiate mattutine all’aria aperta. Poi, nell’ordine: ho riportato alla luce dalla cantina lo stepper per la ginnastica, acquistato da Decathlon un tappetino per fare gli addominali, iniziato a fare addominali, messo a punto un piano quinquennale che, secondo i miei calcoli, dovrebbe portarmi presto a correre la maratona senza problemi (piano che, ovviamente non verrà mai portato a termine). Oltre a queste fugaci ed assolutamente volubili smanie ginniche, l’improvviso sentore di primavera ha inciso anche sulla mia alimentazione; nell’ultimo periodo mi sono trovata a prediligere cibi più colorati e leggeri, come se il mio corpo sentisse già tutti i benefici della bella stagione. Tra le ricette che ho preparato in questi giorni sicuramente una menzione speciale va a questa torta che ha allietato le mie colazioni. Una ricetta sana, profumata e buonissima che ho preso dal libro delle “Ricette del digiuno” di Marco Bianchi, libro che ho acquistato tempo fa, proprio durante un incontro con l’autore.  Il suo modo di approcciare l’alimentazione, facendo attenzione ai nutrienti, senza dimenticare il gusto e la bontà dei piatti che propone mi sta davvero intrigando ed ho già provato con successo diverse ricette tratte dai suoi libri, che sono state apprezzate anche dal paziente fidanzato il quale ha gradito notevolmente questa torta, nonostante la parola “vegana” gli avesse fatto inizialmente storcere il naso. Ed anche adesso, che ha ricominciato a piovere e sto a poco a poco perdendo l’entusiasmo che mi avevano regalato queste inaspettate giornate di sole, non ho rinunciato ad una sana e buona fetta di torta giornaliera per la mia colazione.

TORTA VEGANA DI MELE E MIRTILLI

- 100 g di farina 0dolcevegmelemirtilli4

- 125 g di farina integrale

- 50 g di farina di riso

- 25 g di farina di mandorle

- 150 g di spremuta di arancia rossa

- 2 cucchiai di miele d’acacia

- 8 cucchiai di olio di semi di girasole

- 1 bustina di lievito per dolci

- 2 mele

- marmellata di mirtilli

Accendere il forno a 180°. Setacciare le farine in una ciotola, aggiungere il lievito, poi procedere con i liquidi, uno per volta (miele, spremuta d’arancia e olio), amalgamando nel frattempo il tutto con lo sbattitore elettrico. Ne risulterà un composto piuttosto denso. Sbucciare le mele e tagliarle in piccoli tocchetti, poi unirle all’impasto della torta, mescolando il tutto con un cucchiaio. Foderare il fondo di una tortiera a cerniera con della carta forno e versarvi dentro il composto. Con l’aiuto del dorso di un cucchiaio inumidito di acqua stendere bene l’impasto sulla tortiera e livellare il tutto, poi stendere uno strato uniforme di marmellata di mirtilli (home-made, o comunque, biologica) su tutta la superficie. Infornare per circa 40 minuti; togliere dal forno, lasciare raffreddare e servire. (Tratta dal libro “Le ricette del digiuno” di Marco Bianchi - Mondadori).

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Dolce all’olio

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E alla fine, dopo una lunga, lunghissima attesa….ta daaaaaaa….la mia lucente e bellissima planetaria Kitchenaid è arrivata finalmente a casa. Se solo pochi anni fa mi avessero raccontato dell’emozione che avrei provato nel vedere recapitare a casa mia un robot da cucina, avrei strabuzzato gli occhi e mi sarei messa a ridere sonoramente. Insomma, probabilmente all’epoca avrei fatto il diavolo a quattro per un paio di scarpe nuove, un abito alla moda, un biglietto per un concerto, ma non certamente per un “elettrodomestico”… anche se, in realtà, non si tratta di un normale elettrodomestico, o meglio, non solo: insomma, per me la Kitchenaid è sempre stata un po’ l’oggetto del desiderio, un miraggio da raggiungere, una Kelly di Hermes del reparto cucina. Ma è anche probabile che, crescendo, stiano cambiando i miei sogni e i desideri, ed allora un robot da cucina non diventa solo un oggetto fine a se stesso, per quanto esteticamente bello ed accattivante, quanto piuttosto un valido aiuto con cui preparare del cibo buono da condividere con gli altri, un’altra scusa per spegnere la tv e starsene in cucina ad impastare, magari in compagnia, magari preparando un dolce da mangiare con gli amici per trascorrere insieme una piovosa e fredda serata d’inverno. Ora che la Kitchenaid è lì, in bella mostra sul ripiano della cucina, lucente, solida e bella, ora che il mio piccolo sogno si è realizzato…beh, è ora di passare ad un altro sogno: siamo pur sempre delle donne oltre ad essere foodblogger e la Kelly di Hermes è sempre là che aspetta :-)

DOLCE ALL’OLIOdolceolio3

- 250 g di farina 00

- 200 g di zucchero di canna chiaro

- 200 g di olio extra-vergine di oliva

- 4 uova

- 1 limone bio

- 1 bustina di lievito per dolci

-  qualche goccia di aroma alla vaniglia

- sale

- zucchero a velo

Pesare lo zucchero e metterlo in una ciotola capiente; aggiungere l’olio ed iniziare a mescolare con la frusta a filo. Unire le uova, ad uno ad uno, poi la scorza grattugiata del limone ed un cucchiaio di succo e continuare a montare tutti gli ingredienti, fino a creare un composto spumoso e gonfio. In un’altra ciotola setacciare la farina, il sale, la vanillina ed il lievito e trasferire il composto nella ciotola con i liquidi, sempre mescolando ed amalgamando tutti gli ingredienti. Imburrare ed infarinare uno stampo da ciambella (se si usa uno stampo in silicone si può evitare questa operazione) e versarvi l’impasto. Infornare a 180°, in forno pre-riscaldato, per circa 45 minuti (per verificare che il dolce sia cotto fare la prova con uno stecchino). Quando il dolce sarà pronto, fare raffreddare, sformare il dolce e cospargere di zucchero a velo prima di servire. (ricetta tratta da I Quaderni di Alice – torte dolci e salate).

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Farfalle integrali con pesto di spinaci e noci

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In genere, il fine settimana è, per me, il momento sacro dedicato alla cucina. Torno a casa in Toscana, dove ho la mia adorata cucina super-attrezzata, ho più tempo per andare a fare la spesa e scegliere con cura gli ingredienti di cui ho bisogno, ho l’attrezzatura necessaria per qualunque tipo di preparazione abbia voglia di fare e, soprattutto, ho tutto il tempo che voglio per cucinare, per apparecchiare la tavola con cura e mangiare in tutta calma e tranquillità quello che ho preparato. Perché durante la settimana, a Bologna sono sempre di corsa e mi riduco a cucinare di notte piatti che poi verranno tristemente consumati in ufficio, davanti ad un computer, in un tristissimo contenitore di plastica, dove anche la più sfiziosa ed elaborata delle ricette perderebbe tutta la sua poesia. Insomma, non è che quando sono a Bologna io non cucini, ci mancherebbe, ma il più delle volte lo faccio esclusivamente per nutrirmi; invece durante il weekend cucino per il piacere di farlo, per rilassarmi, cucino per gli amici e per i miei cari, cucino per soddisfare il mio desiderio di realizzare qualcosa di buono. Ecco che in quei momenti il cibo diventa qualcosa di più di un semplice nutrimento per il corpo, diventa qualcosa di conviviale, un piacere per i nostri sensi, un mezzo per esprimere noi stessi e comunicare le nostre sensazioni. E così, anche un banalissimo piatto di pasta, preparato con amore e presentato con cura ed attenzione, diventa davvero speciale.

FARFALLE INTEGRALI CON PESTO DI SPINACI E NOCI

- 200 g di pasta integrale farfallepestospinaci3

- 250 g di spinaci freschi

- 80 g di noci sgusciate

- 5 cucchiai di Parmigiano Reggiano

- 1/2 spicchio d’aglio

- olio extra-vergine di oliva

- sale

Preparare il pesto: lavare bene gli spinaci sotto l’acqua corrente e risciacquarli più volte, in modo che perdano ogni residuo di terra. Asciugare bene (io mi sono aiutata con l’infernale marchingegno per asciugare l’insalata) e scegliere le foglie, eliminando i gambi. A questo punto mettere nel mixer le foglie di spinaci, le noci, il sale, l’aglio (a cui andrà prima tolta l’anima) ed il Parmigiano. Irrorare bene con l’olio (senza esagerare, nel caso il pesto risultasse troppo asciutto se ne potrà aggiungere in un secondo momento) ed infine azionare il mixer fino a creare un pesto dalla consistenza cremosa. Ovviamente le dosi sono puramente indicative e variano a seconda dei gusti. Come nel caso dell’olio le proporzioni si possono aggiustare in corsa, magari aggiungendo del Parmigiano o del sale (l’importante è non esagerare all’inizio), il bello del pesto è proprio questo. Nel frattempo portare a bollore dell’acqua, aggiungere il sale grosso e cuocere la pasta integrale. Quando sarà pronta versarla in un’insalatiera capiente, unire il pesto e mescolare bene, in modo da amalgamarlo bene alla pasta. Se le dosi del pesto dovessero risultare abbondanti, quello avanzato si può tranquillamente travasare in un barattolo di vetro (in questo caso aggiungere un po’ d’olio di conservazione); chiuso per bene si conserverà in frigo per qualche giorno.

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Tonno marinato alle erbe e pinoli, con cristalli di sale al peperoncino

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E così, quasi senza accorgercene, eccoci qua, catapultati nel nuovo anno, questo 2014 che chissà cosa ci riserva. Spero abbiate passato delle buone feste; le mie sono state lunghe e rigeneranti: mi sono goduta un po’ la mia casa nuova decisamente addobbata ed illuminata a dovere per le feste ed ho fatto un bel viaggio in Germania, un paese che non avevo mai visitato e per cui nutrivo, chissà perchè mai, un sentimento di amore-odio che mi aveva più volte fatto desistere, negli anni passati, dal visitarlo. Ecco, questa volta ho sfatato il mio personale tabù, ed ho avuto la fortuna di scoprire un paese bellissimo e civile, che riesce a valorizzare le sue bellezze artistiche e le sue tradizioni, che ha avuto un passato difficile e controverso, ma che proprio da questo è riuscita a ripartire con grande dignità; ho trovato gentilezza ed accoglienza, ho mangiato bene e bevuto ottima birra e, soprattutto, ho macinato chilometri a piedi per riuscire a visitare tutto quello che mi ero prefissata di vedere e sono rientrata a casa con tanti ricordi e centinaia e centinaia di fotografie che aspettano di essere scaricate e sistemate. E proprio in Germania, appiccicata al vetro di una finestra di un hotel a Monaco di Baviera, mentre osservavo i fuochi d’artificio che illuminavano la città e mentre scattava la mezzanotte che di fatto apriva le porte del nuovo anno, mi sono soffermata un attimo a pensare all’anno appena concluso. Ecco, il 2013 probabilmente verrà ricordato come l’anno della crisi, dell’incertezza politica e civile, della disoccupazione giovanile e chi più ne ha più ne metta. Nel mio piccolo, posso dire che è stato un anno complicato, in cui ho preso decisioni importanti, ho avuto dubbi e paure, ho rischiato che tutto mi sfuggisse di mano, ma poi ho anche fatto scelte da grande ed insieme al mio sempre paziente fidanzato abbiamo sistemato e arredato quella che è diventata la NOSTRA casa e quando penserò a questo 2013 appena concluso mi verranno in mente tutte queste cose mischiate insieme e ne riderò, oppure, chissà, mi verrà un brividino di malinconia. Per il 2014, invece, niente progetti nè traguardi da raggiungere. Ecco, il proposito del 2014 sarà che non ci saranno buoni propositi, lascerò che la vita venga come viene, prenderò quello che mi vorrà dare, in fondo, ogni volta che mi sono prefissata un qualche obiettivo a inizio anno è finita che ho fatto tutto l’opposto. Una cosa però è certa, non smetterò di cucinare ed il mio piccolo block notes è già pieno di appunti e idee che dovranno necessariamente essere sviluppate nei prossimi mesi. Per adesso vi lascio questa ricetta: un piatto di pesce delicato e leggero, che mi sono concessa per mettere a tacere i sensi di colpa post-festività, insomma un piatto sano ma che non rinuncia al gusto, perfetto per chi, per quest’anno, ha fatto dei buoni propositi ;-)

TONNO MARINATO ALLE ERBE E PINOLI, CON CRISTALLI DI SALE AL PEPERONCINO

- 2 fette di tonno frescotonnoerbepinoli1

- 1 limone biologico

- 20 g di pinoli

- olio extra-vergine di oliva

- 1 spicchio d’aglio

- basilico

- rosmarino

- timo

- menta

- origano

- cristalli di sale al peperoncino

Pulire le erbe aromatiche (lavare quelle fresche) e tritarle su un tagliere, insieme allo spicchio d’aglio ed alla scorza grattugiata del limone. In una ciotola preparare un’emulsione con il succo del limone e l’olio, aggiungere il trito di erbe ed emulsionare bene. Lavare le fette di tonno fresco, asciugarle con della carta da cucina e sistemarle in un piatto piano; versare sul pesce l’emulsione alle erbe, ricoprire con della pellicola trasparente e sistemare il piatto in frigorifero, facendo marinare il pesce per almeno un paio d’ore. Nel frattempo, in una padellina, fare tostare i pinoli, in modo che acquistino un bel colorito dorato e mettere da parte. Trascorso il tempo, riprendere il pesce dal frigo e filtrare il succo della marinata, separando il succo dagli aromi. Fare scaldare dell’olio in una padella e rosolare il pesce da entrambi i lati, poi bagnare con il liquido della marinata e fare cuocere il pesce a fuoco medio per circa 5 minuti. Quando il pesce sarà ben cotto, aggiungere i cristalli di sale al peperoncino (in alternativa salare normalmente ed aggiungere una spolverata di peperoncino a seconda dei gusti), i pinoli e gli aromi della marinata. Impiattare e servire il pesce ancora caldo, decorando con delle fette di limone.

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Blueberries muffins

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Tempo di Natale, tempo di vacanze, magari passate tra le mura domestiche, al tepore del fuoco della stufa, a dilettarsi tra biscotti da regalare e cene da preparare per gli amici, per scambiarsi i doni, fare un brindisi o solo per passare una serata insieme, riscoprendo la gioia di ritrovarsi, perchè troppo spesso, durante l’anno, ci si perde di vista. Le vacanze di Natale quest’anno saranno lunghe e, come ai tempi della scuola, rientrerò al lavoro solo dopo l’epifania: in questi giorni ci saranno per me le classiche abbuffate in famiglia, un viaggetto in terra tedesca, qualche lavoretto da fare in casa e, speriamo, un po’ di sano e meritato riposo, magari prendendo un po’ di tempo per me e facendo le cose con più calma, come la colazione ad esempio, una lunga e lenta colazione, con un libro da sfogliare, una bella tazza di latte e caffè e questi deliziosi muffin ai mirtilli, ricetta di Laurel Evans (tratta dal libro Buon appetito America), così, giusto per dare un tocco di dolcezza a questi giorni di festa. E allora a me non resta che salutarvi augurandovi un Buon Natale e tanta serenità.

BLUEBERRIES MUFFINSblueberrymuffins3

- 200 g di farina 00

- 90 g di zucchero

- 1 pizzico di sale

- 1 spolverata di cannella

- 1/2 bustina di lievito vanigliato per dolci

- 1 uovo

- 60 g di burro fuso a temperatura ambiente

- 80 ml di latte

- 80 g di yogurt bianco intero

- 120 g di mirtilli freschi

Innanzitutto scaldare il forno a 180°. Lavare i mirtilli, trasferirli in una terrina, versarvi sopra un paio di cucchiai di farina e mescolare delicatamente, poi mettere da parte. In una ciotola mescolare insieme gli ingredienti solidi, la farina rimasta, lo zucchero, il sale, il lievito e la cannella e, in un’altra ciotola mettere insieme gli ingredienti liquidi, l’uovo leggermente sbattuto, il burro fuso lasciato a temperatura ambiente, il latte e lo yogurt ed amalgamare il tutto con una frusta. A questo punto versare gli ingredienti liquidi nella ciotola con quelli solidi, mescolando con la frusta in modo da creare un composto uniforme, senza però mescolare troppo a lungo. Infine unire i mirtilli e dare un’ultima mescolata. Sistemare i pirottini di carta nello stampo da muffins (se non si usano i pirottini imburrare ed infarinare) e riempirli con il composto fino a 3/4 della loro capienza; ne verranno, all’incirca, una decina. Infornare per circa 30 minuti. Lasciare raffreddare i muffins su una griglia e servire.

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Boeuf Bourguignon di Julia Child

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Ed eccomi qua, entrata anche io ufficialmente nel gruppo delle Julia-Child-addicted, non che ci fosse bisogno di dimostrarlo, insomma, quella signora, con quell’aria così vintage e la sua passione per il bon-ton e la cucina francese era entrata nel mio cuore già da diversi anni, già prima che Meryl Streep ne incarnasse le sembianze sugli schermi cinematografici, e devo dire che era da un po’ che giravo attorno all’idea di realizzare qualche ricetta tratta dal suo “Mastering the Art of French Cooking”, ma poi, forse per timore reverenziale nei confronti della nostra eroina, finivo sempre per abbandonare l’idea. L’occasione, invece, mi è stata data da un paio di bottiglie di Bordeaux acquistate circa un anno fa e dalla promessa di un invito a cena (una cena tutta francese) da organizzare appunto per stappare queste bottiglie insieme a degli amici. L’idea, a dire la verità, era stata per un po’ accantonata, insomma, tra la casa nuova, il trasloco e tutti gli impegni che ne sono derivati, avevo per un attimo messo in stand-by la mia promessa, poi, un paio di settimane fa abbiamo deciso di onorare il nostro impegno ed inaugurare la casa con la tanto sospirata cena francese. E così, complice una piovosa giornata d’autunno, senza nessun altro impegno in vista se non quello di cucinare per i miei amici, mi sono dedicata alla preparazione del famoso Boeuf Bourguignon di Julia Child, un piatto ricco e saporito, dalla preparazione lunga ed elaborata, un piatto che va cucinato con amore, rispettando i lunghi tempi di cottura e scegliendo con cura le materie prime. E credetemi, questa è una di quelle ricette che danno veramente soddisfazione; insomma svegliarsi presto al mattino, dedicare la propria giornata a cucinare per i propri amici e vedere poi, a fine serata, i piatti completamente vuoti e gli amici soddisfatti, ecco, questo è stato davvero un bel regalo. Beh, qui di seguito trovate la ricetta originale di Julia Child, e a me non rimane che dirvi: “Bon appetit!”

BOEUF BOURGUIGNON

x 6 persone:

- 1,5 kg di polpa di manzo tagliata a cubettiboeufbourguignon3

- 160 g di pancetta con cotenna

- 750 g di vino rosso francese

- 1 carota

- 1 cipolla

- 620 g di brodo di carne

- 2 cucchiai di farina

- 1 cucchiaio di concentrato di pomodoro

- 2 spicchi d’aglio

- 3 cucchiai e 1/2 di olio extra vergine di oliva

- sale

- pepe

- timo secco

- 2 foglie di alloro

- 20 cipolline

- 450 g di funghi champignon

- 3 cucchiai e 1/2 di burro

- prezzemolo

Separare la cotenna dalla pancetta e tagliare la pancetta a bastoncini piuttosto sottili. Fare cuocere pancetta e cotenna in 350 ml di acqua per una decina di minuti circa, poi scolarla, asciugarla e metterla da parte su un foglio di carta assorbente. Intanto riscaldare il forno a 230°. In una casseruola piuttosto capiente (di quelle adatte anche per il forno), fare rosolare la pancetta in un cucchiaio d’olio a fuoco dolce per un paio di minuti, poi trasferire la pancetta su un piatto e rimettere la casseruola sul fuoco; aggiungere un cucchiaio d’olio e fare riscaldare per bene il grasso all’interno della casseruola. Prendere la carne, asciugarla con un foglio di carta assorbente e metterla nella casseruola, pochi pezzi alla volta, facendola rosolare in modo che tutti i lati della carne siano ben dorati; proseguire con il resto della carne e, a mano a mano, mettere i pezzi già pronti nel piatto insieme alla pancetta. Tagliare la carota a pezzetti e la cipolla a fettine sottili e farle dorare per qualche minuto nel grasso della casseruola ed eliminare il grasso in eccesso. Aggiungere di nuovo nella casseruola il manzo e la pancetta ed aggiustare di sale e pepe. Cospargere un cucchiaio di farina all’interno della casseruola e metterla dentro al forno, senza coperchio, sistemandola nella parte centrale, per circa 5 minuti; a questo punto tirarla fuori, dare una bella mescolata ed aggiungere l’altro cucchiaio di farina (in questo modo tutta la carna sarà ben infarinata) e rimettere nel forno per altri 5 minuti (sempre senza coperchio). Riprendere la casseruola, e versare il vino e mezzo litro di brodo, in modo che la carne venga completamente ricoperta (io non ho messo tutti i 750ml di vino previsti nella ricetta, non sarebbero stati nella casseruola: l’importante è coprire bene la carne, poi, nel caso dovesse asciugarsi in cottura, si può aggiungere in un secondo momento; io non ne ho avuto bisogno). Aggiungere il concentrato di pomodoro, gli spicchi d’aglio schiacciati, il timo, 1 foglia di alloro e la cotenna della pancetta. Mettere sul fuoco e portare ad ebollizione a fuoco medio. A questo punto mettere il coperchio ed infornare alla temperatura di 180° (statico), per circa 2 ore e 30 / 3 ore; il liquido dovrà sobbollire delicatamente. Nel frattempo preparare gli altri ingredienti: in una padella riscaldare 1/2 cucchiaio d’olio, 1 cucchiaio e 1/2 di burro ed unire le cipolline; farle saltare a fuoco medio per una decina di minuti, in modo che si dorino per bene, ma senza romperle. Versare i rimanenti 120 ml di brodo, aggiungere sale, pepe, una manciata di prezzemolo tritato e una foglia di alloro sbriciolata; coprire la padella con un coperchio e fare cuocere per 40/50 minuti, in modo che le cipolle diventino tenere, ma senza rompersi, ed il liquido di cottura evapori, poi mettere da parte. In un’altra padella fare scaldare 1 cucchiaio di olio e 2 cucchiai di burro, aggiungere i funghi lavati e tagliati a fettine e fare cuocere a fuoco vivace, mescolando frequentemente per circa 5 minuti, fino a quando i funghi non saranno ben cotti. Quando la carne sarà pronta (verificare la cottura con una forchetta, che dovrà penetrare facilmente nella carne), passare i succhi di cottura attraverso un colino e trasferirli in una pentola; rimettere carne, pancetta e verdure nella casseruola ed aggiungere le cipolline e i funghi. Sgrassare la salsa nella pentola e fala bollire per un paio di minuti, eliminando l’eventuale grasso che dovesse venire a galla. Si dovranno ottenere circa 600 ml di salsa densa al punto giusto da velare il cucchiaio (se dovesse risultare troppo liquida farla addensare facendola bollire fino a che non avrà raggiunto la consistenza desiderata; se, invece, dovesse essere troppo densa, allungarla con il brodo). Condire a piacimento e versare la salsa sopra la carne e le verdure. Se si serve subito: coprire la casseruola e farla sobbollire per 2-3 minuti, bagnando di tanto in tanto la carne e i vegetali con la salsa. Servire il boeuf bourguignon direttamente nella sua casseruola o trasferirlo in un piatto da portata, spolverizzando con del prezzemolo. Se, invece, si serve il piatto il giorno dopo: fare raffreddare la carne e conservarla in frigorifero. Un’ora prima di servire togliere dal frigo e dopo mezz’ora fare riscaldare sul fuoco portando a bollore, poi mettere il coperchio nella casseruola e fare cuocere piano piano per una decina di minuti, bagnando di tanto in tanto con la salsa. Quando la carne sarà calda servire direttamente nella casseruola o in un piatto da portata.

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Burger di tonno

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Beh, ammetto che è bastato poco per fare scoppiare un amore folle tra me e la mia nuova cucina: il tempo di indossare il mio grembiule e mettermi al lavoro. Ho passato dei mesi interi (e non sto scherzando) a progettare questa cucina nei minimi dettagli, scegliere il forno, i fuochi, il lavandino, il piano lavoro, poi cambiare idea e poi ancora tornare al progetto iniziale, per poi cambiarlo un’altra volta; certo, volevo che fosse tutto perfetto, tutto come lo avevo sempre desiderato (ovviamente nei limiti della fattibilità e della concretezza, dopotutto non abito certo nel castello delle favole!), e poi, vedere che, piano piano, ogni mio desiderio prendeva forma, mi riempiva di soddisfazione. E alla fine me la sono trovata là, immacolata, lucida e perfetta, che faceva quasi paura a toccarla, tanto che i primi giorni siamo andati avanti a panini e cibi riscaldati per il timore di sporcarla. Poi, sabato scorso, mi sono armata di coraggio e via, a impiastricciare pentole, padelle ed ogni singolo metro quadro della mia amata cucina. Per non farmi mancare nulla mi sono anche messa a friggere (insomma, un battesimo del fuoco come si deve), ed ho tirato fuori questi burger di tonno, che abbiamo mangiato con un contorno di pisellini che hanno completato il piatto. Ora che ho definitivamente inaugurato casa e cucina ovvio che non mi fermo: stasera aspetto un po’ di amici per una cenetta a base di cibi e vino francese, e non vedo l’ora di rimettermi il grembiule.

BURGER DI TONNO

- 240 g di tonno in scatola all’olio di oliva (peso non sgocciolato)

- 1 panino morbidoburgertonno3

- 1/2 bicchiere di latte

- qualche goccia di tabasco

- prezzemolo

- 1 spicchio d’aglio

- sale

- pepe

- 3 filetti di acciughe sott’olio

- 3 cucchiai abbondanti di pangrattato

- 2 uova

- farina di mais

 - olio di semi per friggere

Innanzitutto, tagliare a pezzetti il panino (sceglierlo piuttosto morbido, tipo un pane arabo) metterlo in una ciotola, irrorarlo con il latte, in modo che si impregni per bene e lasciarlo in ammollo per una decina di minuti. Mettere nel mixer il tonno ben sgocciolato, l’aglio, le alici ed il prezzemolo e frullare tutto per qualche secondo. Trasferire il composto di tonno in una ciotola, aggiungere il tabasco, il panino ben strizzato dal latte ed 1 uovo e mescolare con un cucchiaio; aggiustare di sale e pepe, poi unire al composto il pangrattato (le quantità di quest’ultimo possono variare a seconda di quanto il composto è umido). Sbattere il secondo uovo in un piatto fondo e versare qualche manciata di farina di mais in un piatto piano. A questo punto formare dei burger con l’aiuto di un coppapasta (ne verranno circa 4), passarli nell’uovo, poi nella farina e friggerli, da ambo i lati, in una padella capiente, con olio di semi. Servire caldi.

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