Babka

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La storia inizia un paio di giorni prima di Natale, durante una breve incursione romana, due giorni tutta sola nella città eterna addobbata di luci natalizie e baciata da un inaspettato sole dicembrino che mi ha invogliato ad andare a zonzo per una passeggiata senza meta. E camminando un po’ per caso, mi sono ritrovata nella zona del ghetto di Roma, che, ammetto, non avevo mai visitato prima e ne ho approfittato per curiosare tra i vari ristoranti e negozietti che proponevano prodotti della cucina Kosher. Tra questi, mi ha particolarmente incuriosito un piccolissimo negozio di alimentari, con un promettente bancone di prodotti da forno in bella vista, tra cui spiccavano queste belle treccione lievitate, e una lunga processione di persone in attesa che arrivava ben oltre la porta di ingresso. Ammetto di essermi soffermata per un bel pezzo a guardare sfilare la gente che usciva dal negozio con questi babka, tutti ben confezionati e dall’aspetto morbido e fragrante ed ho cominciato a digitare furiosamente sul mio telefono alla ricerca di notizie su questo pane dolce. Alla fine, dopo essermi documentata in lungo ed in largo (e dopo aver scoperto che si tratta di un dolce della tradizione della Pasqua ebraica), sono approdata al blog di Sigrid e ai suoi approfondimenti alla ricerca del babka perfetto. E la sua ultima versione mi ha letteralmente conquistata, tanto che non ci ho messo troppo tempo a provare a replicarlo, esattamente con il suo ripieno di pasta di speculoos (il mio barattolo proveniente nientepopodimenoche dal duty free dell’aeroporto di Bruxelles che quando mi capita di andare in Belgio per lavoro non manco mai di fare la scorta) anche se il risultato, dal sapore assolutamente divino, è lontano dalla sua proverbiale (almeno per me) perfezione. Ma così, almeno, io ho la scusa per riprovare a preparare questa bontà!

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(versione adattata dal blog Cavoletto di Bruxelles)

  • 500 g di farina 0
  • 240 ml di latte
  •  140 g di burro a temperatura ambiente
  • 110 g di zucchero
  • 1 uovo + 1 tuorlo
  • 2 cucchiaini di sale
  • 15 g di lievito di birra
  • pasta di speculoos
  • 1 tuorlo + 1 cucchiaio di latte per spennellare

Fare intiepidire leggermente il latte e farvi sciogliere il lievito di birra. Nella ciotola della planetaria unire la farina, l’uovo e il tuorlo, lo zucchero, il sale ed il latte con il lievito ed impastare per una decina di minuti. Aggiungere il burro tagliato a pezzettini e lavorare ancora per qualche minuto fino ad ottenere un impasto omogeneo e leggermente appiccicoso. Trasferire l’impasto in una ciotola, ricoprire con la pellicola trasparente e lasciare lievitare un paio d’ore. Riprendere l’impasto, lavorarlo leggermente e trasferirlo su una teglia da forno, appiattendolo leggermente. Coprire di nuovo con la pellicola, mettere in frigorifero e lasciare riposare tutta la notte. Il giorno dopo prendere l’impasto, sistemarlo su una spianatoia infarinata e stenderlo con l’aiuto del mattarello fino ad ottenere un rettangolo piuttosto ampio. Spalmare tutta la superficie con la pasta di speculoos (o con il ripieno prescelto) e arrotolare nel senso della lunghezza. Tagliare il rotolo sempre in lunghezza, prendere le due metà ed intrecciarle facendo attenzione a tenere i lati del taglio sempre rivolti in alto. Sistemare la treccia in uno stampo da plumcake e lasciare ancora un paio d’ore a lievitare. Infine spennellare con un tuorlo allungato con un po’ di latte ed infornare in forno pre-riscaldato a 180° per circa 1 ora.

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