Treccine di ricotta

Conclusa l’allegra “sbornia” di gente e di film del festival, avevo voglia di passare qualche giorno in un posticino tranquillo, per godere di un po’ di silenzio e di assoluto relax. Scartata subito l’idea del mare (a luglio non è propriamente sinonimo di silenzio e tranquillità), abbiamo optato per un week-end in Val d’Orcia, nella splendida cornice del paesaggio toscano.

Il programma semplice e poco impegnativo: la mattinata del sabato dedicata alla visita di un paio di posti che non eravamo riusciti a vedere l’ultima volta che eravamo capitati da quelle parti, poi, subito dopo pranzo, avremmo raggiunto l’agriturismo e speso il resto della giornata e la domenica mattina nell’ozio più assoluto, a bordo piscina, tra un bagno e la lettura di un buon libro, senza orari e senza nessun tipo di impegno se non la cena, che già pregustavamo ottima e sostanziosa. Unico accorgimento prima della partenza, visto che ci saremmo spostati in moto, controllare le previsioni del tempo, per evitare brutte sorprese. Partiamo di primo mattino, ancora una sveglia all’alba, ancora un ultimo sforzo, ma che importa, il nostro week-end ci aspetta, tra poche ore saremo in uno splendido agriturismo tra le colline toscane ed io non sto più nella pelle e non vedo l’ora di godermi questi due giorni di svago….Le nuvole hanno iniziato a coprire il cielo verso Firenze, nulla di particolarmente minaccioso, in fondo il meteo prevedeva qualche nuvoletta qua e là, niente di grave mi rassicura il mio fidanzato, tutto sotto controllo. Arriviamo a Bagno Vignoni, prima tappa sulla tabella di marcia, che il cielo è tutto nero e iniziamo a sentire qualche goccia picchiettare sui caschi…vabbè, che vuoi che siano due gocce, continua a rassicurarmi il mio fidanzato, solo una nuvoletta passeggera, vedrai che ora il cielo si rasserena…alzo gli occhi e la nuvoletta passeggera è enorme, tutta nera e carica di prospettive poco felici…ok, niente panico, cerchiamo di essere ottimisti, avrà ragione lui, ma intanto la visita al paesino termale di Bagno Vignoni viene risolta in fretta e furia, con un occhio alle bellezze del paesaggio circostante ed un occhio sempre rivolto al cielo…ci rimettiamo in moto e raggiungiamo San Quirico d’Orcia, altro splendido gioiello toscano, ma a questo punto la pioggia è diventata persistente e siamo costretti a girare per il centro storico con i teli da mare sulla testa, proprio quelli che dovevano servirci in piscina….a questo punto anche le sicurezze del mio fidanzato iniziano a vacillare: forse che le previsioni meteo, controllate con tanta cura e fino ad un momento prima della partenza, non erano del tutto esatte???? Bene, siamo nel mezzo della Toscana, a più di 300 chilometri da casa, sta piovendo e come unico mezzo di trasporto abbiamo una moto; il navigatore ci conferma che l’agriturismo di trova a circa 20 chilometri dal posto in cui siamo, e, dato che quello che sta succedendo sopra le nostre teste non ha l’aria di essere un breve temporale estivo, decidiamo di abbandonare le nostre velleità turistiche e di precipitarci quanto prima verso l’agriturismo…l’idea della piscina, è chiaro, è ormai abbandonata, ma almeno avremo un tetto per ripararci. Ci mettiamo in marcia, procediamo lentamente visto l’asfalto bagnato, ma la pioggia si trasforma in grandine che comincia a picchiarci addosso e, credetemi, non è per nulla piacevole. Riusciamo a percorrere sì e no 5 chilometri, ma la situazione precipita e il mio ottimista fidanzato getta la spugna, andare avanti è impossibile. Avete presente il paesaggio tipico toscano, quelle colline che degradano dolcemente, quelle distese di grano dorato…beh, sotto la pioggia vi assicuro che non c’è nulla di romantico e piacevole, oltretutto non riusciamo a trovare nulla sotto cui ripararci. Alla fine accostiamo la moto lungo la strada, proprio accanto ad un albero di quercia l’unico riparo che troviamo nei paraggi…ed eccoci qui, partiti pieni di belle speranze e finiti, tutti intirizziti e completamente bagnati, a nasconderci tra i rami di un albero, senza nemmeno riuscire a parlare, a guardare increduli un temporale che non accenna minimamente a finire. Non so quanto tempo siamo rimasti così, a me è sembrato eterno, ricordo solo che tremavo, non so se più per il freddo o piuttosto per la paura (non ci hanno forse insegnato, da bambini, che quando c’è un temporale in corso stare sotto gli alberi è fortemente sconsigliato?). Per fortuna, ad un, certo punto la pioggia decide di darci una tregua, cessare no, ma almeno diminuire la potenza, così armati di coraggio risaliamo in sella e, guidati dal navigatore (che ringrazio per aver resistito indomito anche sotto la pioggia), arriviamo a destinazione e, accolti dalle premurose cure della proprietaria, ci rifugiamo in camera, desiderosi solo di toglierci i vestiti fradici e infilarci sotto una doccia bollente; dopodiché siamo crollati a letto e addio sogni di gloria! Ecco, dopo un inizio week-end del genere (per fortuna il resto del fine settimana è stato molto piacevole, ma, del resto, non poteva che migliorare, no?) potevo ritornare a casa e non prepararmi qualcosa di dolce e morbidoso per tirarmi su di morale? La scelta è caduta su queste treccine di Stefania: volevo preparare uno dei suoi dolcetti per concorrere anche con una ricetta dolce al suo giveaway, alla fine sono andata a spulciare nella categoria ricette light (siamo pur sempre in piena prova-costume) ed ho scelto di provare questa ricetta, mi sembrava l’ideale per farmi ritrovare il buon umore…e non avevo torto! La ricetta è semplicissima, veloce e dai risultati assicurati!

 

 

 

 

TRECCINE DI RICOTTA

– 250 g farina

– 175 zucchero + 1 cucchiaio per la copertura

– 375 g ricotta

– 8 g lievito per dolci

– 5 g sale

– la buccia grattugiata di un limone

– latte

 

In una ciotola capiente mettere la farina, lo zucchero, la ricotta fresca, il sale, il lievito e la buccia grattugiata del limone e lavorare bene con il gancio per impastare dello sbattitore elettrico. Quando la pasta è piuttosto liscia e lavorabile con le mani (io ho dovuto aggiungere altra farina per rendere l’impasto più consistente) formare delle palline, dare loro la forma di filoncini ed intrecciarli uno per uno. Sistemare le treccine sulla placca da forno coperta di carta forno, spennellarle con il latte e cospargerle di zucchero. Informare a 180° per circa 30 minuti. Servire tiepide o fredde.

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5 Comments

  1. Come ti capisco…. trovare quel tempaccio con la moto non è per niente romantico, nè tantomeno simpatico…..infatti ho un ricordo simile di una vacanza in corsica, dove per una settimana intera ha fatto brutto…non ne potevamo più….ci si spostava di poco pensando che il tempo ci offrisse un pò di tregua, e puntualmente si tornava a casa bagnati come pulcini….
    per la ricetta complimenti e in bocca al lupo per il giveaway

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  2. Mannaggia per il tempo…però ti sei consolata con le treccine, su!
    Grazie di nuovo :-)

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  3. Ecco perché non amo andare in vacanza con la moto… non sono una da imprevisti metereologici…
    Belle le treccine, in bocca al lupo!

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  4. Mai fidarsi delle previsioni del tempo non ci azzeccano MAI!!!
    Comunque anche sotto la pioggia la toscana è stupenda,magari non proprio sotto un albero ma da dietro una finestra ;) ottime le treccine con un tea :) Baci!!

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  5. Camy

     /  8 luglio 2011

    Grazie a tutte per il sostegno morale…per ora abbiamo imparato la lezione…ma stiamo già programmando un’altro weekend su due ruote! stavolta, oltre a controllare le previsioni meteo, accenderò anche un cero votivo :-) e speriamo bene. P.S. le treccine sono già state rifatte una seconda volta, sono troppo buone!

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