Ciambella di ricotta al forno

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Dopo tutto questo gran parlare di Expo, alla fine ho ceduto anche io e, a pochi giorni dalla chiusura (sempre perchè io sono quella delle partenze intelligenti), mi sono concessa una spedizione solitaria a Milano per visitare l’Esposizione Universale 2015. A dire il vero, fino a qualche tempo fa, soprattuto durante i primi mesi di apertura, non ero del tutto convinta di volerlo visitate poi a poco a poco, combattuta tra i commenti entusiastici di amici che erano già stati più volte e l’avevano adorato e quelli che invece piuttosto che mettervi piede si sarebbero fatti tagliare le mani :-) , mi sono resa conto che, per capire veramente di cosa si stava parlando avevo assolutamente la necessità di toccare con mano e farmi un’idea personale senza condizionamenti esterni, così mi sono fatta coraggio e sono partita, armata di scarpe comode e tanta pazienza, alla scoperta di Expo 2015. Diciamo subito che all’inizio ero un tantino prevenuta: immaginavo di dover trascorrere tutto il giorno in coda per riuscire a vedere al massimo un paio di padiglioni e invece, con mia grande sorpresa, alla fine ne ho visitati quasi una ventina più qualche capatina qua e là all’interno dei cluster che comunque, a mio parere, danno degli spunti di riflessione interessanti. Certo, mi sono tenuta assolutamente alla larga dai padiglioni più in voga e da quelli in cui la fila era a mio parere inaffrontabile; mi sono svegliata praticamente all’alba ed ho camminato tutto il giorno senza sosta con un passo tipico da marcia militare, ma devo dire che sono stata abbastanza soddisfatta della mia spedizione e quello che ho visto è stato utile per farmi capire qualcosa di più su questo evento. E quindi, alla fine, che dire di questo Expo? Le mie percezioni quel giorno oscillavano tra l’idea di essere a DisneyWorld in un giorno di festa e la sensazione di fare il giro del mondo come un proiettile impazzito da una parte all’altra del globo. Ho trovato molto interessante la concezione architettonica di alcuni padiglioni ed ho trovato apprezzabili i chioschetti di cibo locale fuori dai padiglioni (in modo da non dover per forza ricorrere al panino portato da casa o al McDonalds) che mi hanno salvato più volte dal cedimento fisico. Ovvio che non tutti i Paesi hanno approfondito il tema allo stesso modo, alcuni padiglioni erano oggettivamente poco interessanti, altri, forse, avrebbero potuto fare quel saltino in più per evitare l’impressione di sembrare più apparenza che sostanza. Forse è stata un’occasione sprecata per fare un discorso serio o provare almeno ad approfondire veramente il tema della nutrizione e del cibo, detto questo credo che comunque un’esposizione universale non sia necessariamente l’unica sede per trattare questo argomento e che, al di là di tutti i proclami e di tutti i lustrini che hanno accompagnato questa manifestazione, debba essere ormai chiaro che bisogna veramente iniziare a fare qualcosa di concreto per cercare di risolvere il problema a livello globale. Io che sono solo un’appassionata di cibo e della cultura alimentare, nel mio piccolo mi impegno a fare delle scelte sostenibili, privilegiando dove possibile i piccoli produttori e cercando di fare una spesa attenta e consapevole, ma alla fine della fiera, non credo che la mia visita all’expo mi abbia particolarmente arricchito sotto questo punto di vista e mi abbia dato qualche strumento in più per comprendere il problema e cercare una risposta.

Ma veniamo alla ricetta di oggi (che forse delle mie personalissime opinioni sull’Expo non ve ne fate un granchè) :-). Si tratta di una ciambella morbidissima alla ricotta, ottima per merenda con una tazza di tè fumante, che in questo periodo è la morte sua. Il pangrattato in superficie a mio avviso dona equilibrio al sapore ed asciuga il giusto. Semplicissima da fare, il risultato è una torta compatta e umida, dal delicato aroma di limone.

CIAMBELLA DI RICOTTA AL FORNOtortaricotta2

  • 700 g di ricotta vaccina
  • 200 g di zucchero semolato
  • 70 g di farina 00
  • 3 uova
  • 1 limone bio
  • 2 cucchiaini di lievito vanigliato
  • 4 cucchiai di pangrattato
  • sale
  • burro per lo stampo

In una terrina capiente setacciare le ricotta e mescolare energicamente per renderla il più possibile liscia e poco granulosa, aggiungere lo zucchero, la scorza grattugiata del limone e mescolare. Nel frattempo separare i tuorli dagli albumi, mettere gli albumi da parte in un’altra ciotola ed aggiungere i tuorli al composto di ricotta. Amalgamare bene il tutto, poi unire anche la farina setacciata con il lievito. Riprendere la ciotola con gli albumi, aggiungere un pizzico di sale e montare a neve ben ferma. A questo punto unire i due composti incorporando delicatamente gli albumi con un movimento dal basso verso l’alto per evitare di smontarli. Imburrare uno stampo a ciambella e cospargere con la metà del pangrattato, versare il composto e terminare spolverizzando la superficie del dolce con il pangrattato rimanente. Infornare in forno già caldo a 190° e fare cuocere per circa 1 ora. Quando il dolce sarà cotto, estrarlo dal forno, sformarlo e servire tiepido. Il dolce è ottimo anche mangiato freddo, può essere conservato in frigorifero anche per 2-3 giorni.

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2 Comments

  1. senza parole….la vista di questa torta, da profana totale di cucina capitata qui credo per puro pindarico caso delle circostanze….mi ha stesa e inchiodata allo schermo per 15 minuti interi di totale asserimento e contemplazione, grazie! Un saluto da Elisabetta

    Rispondi
    • Camy

       /  18 dicembre 2015

      Grazie Elisabetta, mi fa molto piacere che ti sia piaciuta la mia torta :-)
      A presto

      Rispondi

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