Les Galettes du Belgique

Avete presente quando mangiate qualcosa e questo qualcosa vi provoca una sensazione immediata, una percezione legata al passato che all’improvviso si affaccia alla memoria, come se le vostre papille gustative, direttamente collegate al cervello, attraverso un particolare cibo, stimolino immagini e ricordi che pensavate di avere dimenticato? Ecco, questo è ciò che ho provato domenica mattina, davanti ad una tazza di latte caldo, addentando una di queste galettes, che avevo preparato il giorno prima. Dunque vediamo, era il 1988 credo, io ero poco più che un’adolescente brufolosa quando mio padre (altrimenti detto l’uomo che meno di tutti ama viaggiare) ci annuncia che avremmo trascorso le vacanze di Natale ospiti dei suoi cugini in Belgio. Tutto era organizzato, avevamo anche acquistato i biglietti del treno (in Belgio in treno, sì, mio padre è anche detto l’uomo che piuttosto che prendere un aereo se la fa a piedi!) ed io, che per la prima volta nella mia vita avrei visitato un paese straniero, non vedevo l’ora che arrivasse il giorno fatidico: e contavo le ore, i minuti, i secondi…Naturalmente, come nella più classica ed esemplare dimostrazione della legge di Murphy, esattamente a due giorni dalla partenza mia sorella torna a casa da scuola con un febbrone che la costringe a letto per una settimana e dopo due giorni anche io cado sotto i colpi dell’epidemia influenzale! Ovvio che non se ne parla nemmeno di mettersi in viaggio e trascorriamo il Natale a casa piene di acciacchi e sotto l’effetto degli antibiotici…Ma non è detta l’ultima parola e, dopo intere giornate passate a sotto le coperte, tra aerosol e sciroppi ingoiati a forza, riusciamo a rimetterci in piedi e riproviamo a partire, nonostante tutto: ormai il Natale è andato, ma magari riusciamo a passare l’ultimo dell’Anno in Belgio. Ovviamente, debellata la malattia, ci si sono messe le bufere di neve, i ritardi, i treni strapieni di gente (probabilmente mio padre non è l’unico che odia volare) ed alla fine, mentre tutti festeggiavano l’inizio del nuovo Anno, noi stavamo attraversando la frontiera nello scompartimento di un treno, senza riscaldamento ed in compagnia di una famiglia di sordomuti con un canarino in gabbia che, in compenso, vociava per tutti. Beh, a raccontarla così, sembra più una tragedia che una vacanza, per la serie a noi la famiglia Fantozzi ci fa un baffo, ma credetemi, una volta arrivati a destinazione, che non ci pareva vero, siamo stati accolti nel migliore dei modi ed abbiamo trascorso una splendida settimana, dimenticando tutte le peripezie passate per arrivare là. Ma, tra le visite alle città, le passeggiate per il centro di Bruxelles, lo shopping e le centinaia di fotografie scattate, io ricordo in particolare la colazione che consumavamo al mattino a casa, prima di uscire alla scoperta di qualche nuovo posto…lo zio Giuseppe ci aveva preparato queste galettes che mangiavamo sedute attorno al tavolo in cucina, con un tazzone di latte caldo e io pensavo che non potesse esistere una colazione migliore di quella. Alla fine della vacanza, prima di riprendere il treno per l’Italia, gli zii ci hanno regalato una bellissima piastra per fare gaufres e galettes, all’epoca introvabile in Italia, e la ricetta, scritta su un foglietto che mia madre conserva ancora. Lo scorso weekend, sarà stata la neve e questo paesaggio invernale che fa un po’ Nord Europa, ho ritirato fuori la macchina ed il foglietto con la ricetta appuntata ed ho sfornato questi dolcetti da colazione…e credetemi, nulla è stato più piacevole di questo goloso e burrosissimo tuffo nel passato.

GALETTES

- 4 uova fresche

- 250 g di farina 00

- 250 g di zucchero semolato

- 250 g di burro

 

 

 

 

 

 

In un pentolino sciogliere il burro a fuoco lento. Intanto versare lo zucchero in una ciotola capiente e unire il burro fuso a filo, mescolando con una frusta; aggiungere le uova, una per una e, sempre mescolando, la farina setacciata, facendo attenzione a non formare dei grumi. Deve risultare un impasto liscio ed omogeneo. Scaldare il ferro per gaufres e versare un cucchiaio di impasto per ogni galette che andranno fatte cuocere per 5 minuti, fino a che non avranno raggiunto un colore dorato. Fare raffreddare su una griglia e conservare in una scatola ben chiusa. 

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13 Comments

  1. Sono bellissime e mi piacciono da morire.
    Ogni tanto vedo la piastra per farle ma ancora resisto all’acquisto…temo sarà ancora per poco :-)

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  2. Laly

     /  8 febbraio 2012

    Ecco, ora che mi hai raccontato tutto qualcosa ricordo…ma sul treno il mio uccellino si è trasformato in un gatto….magari per il desiderio inconscio di farlo fuori!!! Cmq il secondo viaggio in Belgio è stato peggio!! ;-) …e le Galettes…erano buonissime anche lunedì!!!

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  3. Che carino questo post.
    Amo le storie di vita :)
    A presto

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  4. Che buone le gaufres…cos’hai detto che c’hai messo sopra? io me le farei con la marmellata d’arance….e che buffa la storia. a volte le cose più difficoltose (all’inizio) si rivelano le più belle. ma bisogna resistere:))…quindi…cosa arriverà dopo la neve?

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  5. che buone che sono!!!! Le amo tantissimo! non ho ancora trovato la piastra per farle… prima o poi la troverò!

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  6. Bellissime le Galettes, le foto poi… ma devo dire che il post batte tutto il resto :) Simpatico sopratutto il canarino, che è il mio eroe della serata! Ma pensa tu poveretto a vociar a vuoto per tutta la vita (se pensi che la mia siamese con me ci parla e vuole pure delle risposte pronte e veloci!) I ricordi di olfatto e palato sono così pungenti, da commuovere spesso. Come ti capisco.
    Un abbraccio forte
    Mari

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  7. Bellissima la descrizione del viaggio, praticamente un’odissea! Non impazzisco per la gauffres, ma queste hanno un aspetto proprio bello!

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  8. Bellissimo post, come spesso succede i nostri ricordi di faticose peripezie si tramutano in aneddoti divertenti! Le tue galettes sono bellissime: mangiate l’anno scorso a Bruges, le ricordo con golosa malinconia!

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  9. Mhm che delizia questi waffles!! :) Davvero stupendi per non parlare dell’orzo del quale copierò sicuramente la ricetta! :)

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  10. Ciao!! Le gauffres sono davvero buone…te lo dice una che vive in Belgio da qualche anno…ed in dispensa non possono mai mancare!!!!!!Con lo zucchero perlato dentro ancora di più!!
    Il tuo blog è stata una dolce scoperta!
    A presto. Francesca

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  11. Giorgia

     /  25 luglio 2013

    Vorrei sapere che macchinetta ci vuole per farle!ho provato con una ma in pratica ho fatto un disastro perché mi rimanevano tutte attaccate :(

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    • Camy

       /  26 luglio 2013

      @Giorgia: io uso una piastra elettrica per gaufres (ha le piastre intercambiabili e diventa una normale toastiera elettrica); credo che sia della Moulinex, ma, come dicevo, ormai avrà circa 25 anni. Comunque in commercio se ne trovano diverse, acquistabili anche on-line (tipo questa: http://www.tompress.com/A-10001416-gaufrier-electrique-2-gaufres-2-plaques-croque-monsieur.aspx). L’importante è che le piastre siano ben calde quando versi l’impasto; se continuano ad attaccarsi, magari, puoi provare ad imburrare leggermente la piastra, ma io di solito non lo faccio.

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  12. Margherita

     /  27 ottobre 2014

    Che bello il tuo racconto! Tantissimi anni fa avevo una zia che viveva in Belgio, e che sapendo quanto io fossi innamorate delle gauffrettes, mi spedì la macchinetta per cuocerle. Era il lontano 1975. Fu il regalo più bello della mia vita, perché in Italia non esisteva nulla di simile.

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