Farro con finferli

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Ci sono cose che basta anche solo evocarle e creano immediatamente un’atmosfera autunnale: come la nebbia, per esempio, o il profumo delle caldarroste che si sparge per la cucina, gli ombrelli colorati e gli stivali antipioggia, oppure i funghi. Ecco, io adoro i funghi, ne vado letteralmente pazza e dalle mie parti, zone boscose e parecchio piovose, ne nascono anche molti, tant’è vero che, durante le domeniche autunnali, è facile trovare le strade di montagna, ai margini dei boschi, intasate di macchine che neanche fossero la tangenziale di Milano. Sono “i forestieri”, come  dicono da queste parti, che arrivano la domenica mattina, vanno per boschi tutto il giorno e poi la sera si rimettono in macchina e ripartono verso casa, spesso con i cesti irrimediabilmente vuoti, come quando sono arrivati. Perché i funghi, beh, bisogna saperli cercare, bisogna conoscere i posti e sapere, soprattutto, cosa raccogliere e cosa no. La gente del posto invece, quelli che per funghi ci vanno per davvero, loro sanno esattamente dove andare ed hanno i loro luoghi segreti, che prima erano dei loro genitori e prima ancora dei loro nonni. E sono posti così segreti che non li rivelerebbero a nessuno, nemmeno sotto tortura. Io, invece, non sono una cercatrice di funghi, come non lo sono mai stati nemmeno i miei genitori, gente di mare loro, abituata alle spiagge, non ai boschi. Ricordo che da piccole, ogni tanto, io e mia sorella li convincevamo a portarci a cercare i funghi, allora ce ne andavamo ai margini del bosco, dove era impossibile perdersi e cominciavamo a riempire i cesti di tutti i funghi che trovavamo che poi si rivelavano essere inesorabilmente e terribilmente velenosi ed arrivati a casa li buttavamo nel secchio dell’immondizia. Il mio paziente fidanzato, invece, è un appassionato cercatore di funghi, così come tutti nella sua famiglia ed ha pure cercato di portarmi con sé una volta, peccato che io, presa dal panico e con il terrore di perdermi, lo abbia letteralmente mollato in mezzo al bosco dopo soli 10 minuti e me ne sia tornata indietro, prendendo la macchina e andandomene dritta a casa. Da quell’episodio mi sono resa conto che a me i funghi piace mangiarli, mica cercarli! Purtroppo quest’anno, con l’impegno della casa nuova, nemmeno il paziente fidanzato è riuscito a trovare il tempo per i funghi, ma, per fortuna, ci ha pensato suo padre che, giusto qualche giorno fa, ci ha portato un bel vassoio pieno di finferli, o galletti, che ho subito utilizzato per preparare questo primo saporito, che fa tanto autunno.

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x 4 persone:

- 350 g di farro

- 300 g di funghi finferli

- 1 spicchio d’aglio

- 1/2 carota

- 1/2 cipolla

- 1/2 costa di sedano

- 1 cucchiaio di salsa di soia

- prezzemolo

- 1/2 cucchiaino di curcuma

- sale

- pepe

- olio extra-vergine di oliva

Lavare e pulire carota e sedano, sbucciare la cipolla  e tritare finemente tutte  e tre le verdure, poi versarle in un tegame insieme ad un filo d’olio e fare soffriggere a fiamma bassa. Intanto sciacquare abbondantemente il farro sotto l’acqua corrente fredda e trasferirlo nel tegame; mescolare con un cucchiaio di legno, per fare insaporire il tutto, poi aggiungere dell’acqua calda fino a ricoprire tutto il farro, salare e lasciare cuocere a fiamma bassa per circa 30-35 minuti, in modo che l’acqua sia assorbita completamente dal farro. Intanto, in una padella fare scaldare un filo d’olio con uno spicchio d’aglio schiacciato e del prezzemolo lavato e tritato. Lavare bene i funghi, tagliarli a pezzi grossolani e versarli nella padella, aggiungere un cucchiaio di salsa di soia, salare, pepare e fare cuocere per circa 10 minuti. Circa 5 minuti prima della fine della cottura del farro aggiungere la curcuma ed unire i funghi, mescolando il tutto. Completare la cottura, impiattare e servire il farro caldo, decorando con una spolverata di prezzemolo tritato.

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1 Comment

  1. Anche il mio fidanzato è un appassionato di funghi…mangiatore però, non cercatore! Comunque ad entrambi piacciono molto, e questo farro qui, mi fa proprio venire l’acquolina in bocca, visto che è anche ora di cena. Stasera mi piacerebbe tanto averlo sulla mia tavola, la serata è di quelle giuste, più autunnale non si può. Un abbraccio

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